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Io ho una concezione di Stato magari disillusa, ma non di certo irrealizzabile, anzi. La mia idea è semplice, ed è applicata in vari altri paesi d’Europa: il Welfare.
Tutti dovrebbero avere un minimo di soldi garantiti dallo Stato, per riuscire a sopravvivere senza fare l’elemosina in giro oppure fare la “dieta obbligata” un giorno su due. Ed è tutto fattibilissimo, anche in Italia.

Studenti, disoccupati, pensionati che non hanno pagato i contributi, invalidi… a tutti un assegno mensile di 400 euro circa, per legge. Ed è tutto possibile, basta non investire tutti quei miliardi per le spese militari, fare la lotta all’evasione fiscale, supertassare i plurimiliardari e invece di dare a loro una Porsche, dare a noi venticinque Peugeot 206. E’ un rapporto 1 a 25 per quanto riguarda le macchine, uao… chissà per il resto!

Ah, dimenticavo, un’altra cosa importante… eh, se ne parla così poco che nessuno se la ricorda mai, ammesso che sappia cosa sia: il signoraggio! Abolendo quello tutto il mondo sarebbe a posto, altro che questo paesotto insulso che è l’Italia.

Ma la gente dirà: ma i ricchi quei soldi se li sono guadagnati!
E io dico: col cazzo!

Primo bisogna vedere in che modo se li sono guadagnati, perché se andiamo a vedere il più ricco imprenditore mafioso legalizzato d’Italia, Silvio Berlusconi, beh… allora si può vedere l’andazzo degli altri.
E poi secondo: cosa te ne fai di tutti quei miliardi quando sei vecchio e stai per morire? L’altruismo te l’hanno insegnato? Beh, se no, allora ci pensa lo Stato ad autoinsegnarselo, dato che molti si scordano un po’ di cose…

Poi, se qualcuno vuole guadagnare di più di 400 euro, allora si trova un lavoro e fatica per stare meglio, questa la parola chiave. Perché lo Stato deve garantire lo stare bene, la dignità, in automatico.
Non so se anche voi avete le vecchiette ai mercati che si ammassano mentre i commercianti stanno andando via per prendere la roba che loro buttano via perché non è più buona per il giorno dopo: beh, io sì. E lo facciamo pure noi, qui in casa. E’ tutta roba buona, comunque, bisogna litigare un po’ per contendersela ma per il resto un buon pranzo e una cena te la fai.
Ecco, io non vorrei fare così, vorrei comprare le cose con i soldi che mi dà lo Stato: meno bombe e più pomodori ragazzi, non sarebbe fantastico?

Ah, se tutti pagassero le tasse: io nel mio piccolo mi sono già avviato. Ho aperto la partita Iva, dato che eseguo lavori di illustrazione, grafica, scrivo articoli, faccio traduzioni e piccoli siti web. E pago il mio 20%, grazie ad un regime introdotto dal governo Prodi, del quale ovviamente nessuno ne era a conoscenza essendo la sinistra incapace di comunicare con la gente. Insomma, e non sono nemmeno italiano… troppo buono, direte. Ma no, è che mi disegnano così.

Non so esattamente il perché di questo. Volevo solamente dire la mia sui temi d’attualità, giusto per tenere le dita allenate. Sono Mateo, ho 23 anni e vorrei fare se non altro il giornalista, perché è sempre meglio che lavorare. Ma lo sappiamo tutti, i giornali, anche quelli di provincia, sono pieni di raccomandati: gente che ha la terza media e scrive ancora “qual’è”, con l’apostrofo, però viene pagata. Per non parlare del tapis roulant che devi avere come lingua per farti strada. No, no buono.

Noialtri invece, che  non siamo schiavi del padrone, che non vogliamo i titoli dei pezzi ce li scriva qualcun altro o le bozze ce li correggano mani altrui, possiamo solo far sentire la voce da lontano, dal web. E non pagandoci nessuno, si pensa di fare un po’ come tutti: buttarsi sugli Adsense, perché non si può mai sapere.

E quindi eccoci qui, senza pretesa alcuna, a scrivere con una connessione precaria, e con una mentalità precaria, sull’Italia e sul mondo, giusto per parlare infine di noi stessi e delle nostre aspettative, che sempre si combinano con la voglia di denaro, almeno per potersi pagare l’affitto di una stanza a Padova, e possibilmente un pranzo caldo ogni giorno. Perché sì, va bene, i soldi non fanno la felicità. La comprano.

Ah, quasi mi dimenticavo, se volete i miei servigi come articolista/scrittore per qualsiasi argomento, contattatemi. Possibilmente giornali online registrati, o almeno che paghino bene.

Mini auto-biografia non autorizzata:
Mateo:
albanese di provenienza, non rinnega affatto le sue origini e per dimostrarlo, durante le feste, si mette a cantare canzoni popolari in lingua madre. Ogni tanto se siete estremamente fortunati lo potete vedere, bello, dannato e capellone, aggirarsi ai vari corsi di Scienze della Comunicazione, dove frequenta con assiduo impegno la macchina del caffè. E ogni tanto trova il tempo per seguire anche qualche dolce ragazzina che si aggira per di lì a suon di “Ciao bela!”.

Tra le altre cose, articoli che non so dove vadano a finire, scrivo su:

Il Loggione
Il Caffè degli artisti
Non dire mai Video
Mondo Informatico
CineRecensioni
Serial Experiments
Melting Pot
Informazione Libera
Free Abandonware
Film e Telefilm

e la lista è in crescendo, se vuoi ingaggiarmi basta un fischio…

Come forse sapete, c’è un sito trasversale del corso in Scienze della Comunicazione a Padova, dato che quello ufficiale fa cagare ed è fermo da anni, e per essere in un corso così è una cosa assurda. Voglio dire, ci hanno confusi con Archeologia?
Si tratta di www.sdcpadova.it, col quale abbiamo collaborato per un breve periodo. Ci hanno seguiti, ci hanno promossi e ora ci ricascano: piaciamo, e ne siamo consci. Dunque andate qui per leggere una breve recensione e l’estratto di un nostro articolo.

Ringrazio la Webmaster e mi riprometto di offrirle un buon caffè. Dalla macchinetta.

Qui ci diamo molto da fare per fare di questa webzine qualcosa di divertente da leggere e da seguire nel tempo. Con l’evoluzione naturale, chissà dove andremo a finire. In ogni caso ci sono grosse novità: ritornerà il podcast settimanale di Radio Grafia, la radio che ti guarda dentro. E così via con un sacco di altre cose fatte per dire la nostra, che è questo l’importante a dire il vero. Le stronzate verranno dunque amplificate. Sempre se ce la facciamo a sopravvivere alla festa del 31.

Buon anno, gente: cassa integrazione a tutti.

Non è vero che usciremo oggi, 23 novembre. Ovviamente il bello della diretta. Abbiamo ancora un sacco di cose da fare, e poi manca l’intervista alla Arjuna, non possiamo uscire senza la sua impronta.
Comunque apparte tutto sto lavorando un sacco a vari progetti, e sto lavorando un sacco in generale. Il podcast prenderà piede tra qualche giorno, intanto vi segnalo un nuovo progetto nato con la collaborazione di sdcpadova.it.
Si tratta di una nuova rubrica sul suddetto sito (il quale si spera a breve prenda il posto di quello ufficiale di facoltà, e invito tutti a far pressione a chi di dovere per questo), chiamata l’edicola, dove troverà spazio di volta in volta un inserto de “Il Loggione”, scritto appositamente per loro, nella speranza che sia utile per incrementare la qualità di tutti e due questi spazi web.

Ebbene sì ragazzuoli, non ho fatto in tempo a posare i giornalini in facoltà che un’orda di affamati lettori se li è divorati in un minuto. Altre copie verranno per chi non avesse letto le fantastiche avventure di questo gruppo di redattori, capeggiati dal sottoscritto, in continua crescita. Ci hanno promesso collaborazione altri due membri validi e noi certo non gliela neghiamo.
Tra due settimane ci sarà anche “Il Loggione Mini”, un piccolo numero nel quale inserire tutti gli articoli che si vanno accumulando sulla mia scrivania.
Questo nuovo numero ha avuto molto successo e speriamo di poterne ricalcare le orme riuscendo ad andare persino più avanti.
Ma sta anche a voi aiutarci in questo: chiunque abbia un sito web, come la nostra cara affezionata lettrice Rossella, è pregato di mettere una buona parola su di noi, linkandoci. Gliene saremo molto grati.

Scaricate, gente, scaricate.

1 Nov

Wordpress.

Personalmente sono una persona che scrive molto, soprattutto in internet, poichè trovo nella scrittura una liberazione dei pensieri nell’infinito. Tutti possono leggere, farsi un’opinione, dire la propria: insomma, interagire.
Dopo circa un anno di blocco però, nel quale non ho scritto quasi nulla per via di molteplici ragioni, eccomi qua con questo blog (più che altro, con questo giornalino) il quale sancisce la fine di quel periodo. E ho trovato in Wordpress un aiuto niente male.
Vi spiego: Wordpress non il solito provider di blog gratuiti alla Splinder, è molto di più. Si può installare in qualsiasi spazio web provvisto di un database mySQL (ad esempio Altervista) in pochissimi passaggi, e non c’è nemmeno bisogno di chiamare l’amico esperto di computer: basta che sappiate leggere. E così si può avere uno spazio veramente personale e personalizzabile nel quale scrivere sugli argomenti più disparati.
Sono sempre stato un sostenitore del learning by doing, ossia dell’imparare facendo, così più scrivo, più sono convinto di raggiungere la meta: poter un giorno sparare stronzate su qualche periodico a tiratura nazionale venendo pure retribuito bene per questo.

Aprimi, bastardo!