Archivio per la tag 'Scritti da voi'

Il mondo contemporaneo é stato ed é tuttora fortemente condizionato da due grandi pensatori: Marx e Freud. In estrema sintesi potremmo dire che per il primo tutto é nell’economia, mentre per il secondo tutto é nel sesso. Sulla base del pensiero di Marx qualcuno ha provato a cambiare il mondo, con risultati devastanti che non avrebbero nulla da ‘invidiare’ all’operato nazista. Anche a noi piacerebbe cambiare il mondo. Ci piacerebbe farlo però seguendo l’altro pensiero, quello di Freud. Vorremmo che il sesso potesse venir fatto in pubblico liberamente. Immaginiamo una realtà in cui una coppia consuma per strada un amplesso in totale nudità appoggiata a una macchina, e nessuno ci fa caso, eccetto al più il proprietario dell’auto. Un ragazzino si masturba per strada in attesa del tram e una donna matura, passando, gli chiede se vuole una mano. Uomini che non disdegnano l’omosessualità si riuniscono la domenica nelle piazze, e lì, anzichè parlare di sport o di politica, si denudano, realizzando unioni plurime in variegate figure geometriche dai vertici oscillanti, fra l’interesse e la curiosità dei passanti. Da ogni luogo della città si levano al cielo gemiti, che talora chiameresti ‘ululati’. In treno una donna legge il giornale mentre una viaggiatrice a lei sconosciuta le tiene la testa fra le gambe. Le aveva chiesto poco prima: ‘Permette?’, e non é cortese rifiutare. Passa il capotreno, e nel sollevare la gonna della saffica fa una gratificante pausa di lavoro, mentre l’altra donna continua a leggere. Che bello il mondo così! Purtroppo qualcuno ha scelto Marx.

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Il grande poeta italiano, Giacomo Leopardi, si riferiva ad una ‘natura matrigna’. Lo faceva a corollario di riflessioni profonde su questioni esistenziali, come la provvisorietà di ogni cosa umana e della vita stessa. Un’idea condivisibile. Anzi. A ben pensare non é necessario scomodare problematiche filosofiche per riconoscere quanto quella definizione risulti appropriata. Basta guardare le cose da vicino, molto vicino, appena… fra le nostre gambe! A differenza che in molti mammiferi, l’anatomia umana é tale da non consentire alla bocca di raggiungere i genitali. Nel maschio in particolare, la cosa si configura come un’autentica beffa. La distanza per cui esso, piegato completamente su se stesso, non riesce a realizzare il contatto fra la bocca e il pene eretto é infatti di pochissimi centimetri. Una distanza maggiore avrebbe evitato anche il solo delinearsi dell’idea. Ma così appare proprio inaccettabile. Ora, se nell’ultima poesia “La ginestra”, il pessimismo cosmico leopardiano é attenuato dalla speranza e l’auspicio che gli uomini, forti della ragione, si adoperino per contrastare quanto “sentenziato” in modo crudele dalla natura, un altro grande poeta italiano, Gabriele d’Annunzio, sembra in qualche modo collocarsi in questo filone non per la poesia, ma per la celebre leggenda secondo cui sarebbe ricorso a un intervento di amputazione alle costole pur di concedersi la sublime facoltà in questione. E’ interessante sapere, tuttavia, che la soluzione chirurgica non sempre é necessaria. Pare che in Thailandia, dove il sesso é un’arte, molte persone si sottopongano a faticosi esercizi di ’stretching’ per quella che, in ultima analisi, può considerarsi un’importante conquista di autonomia. Una bocca sollecita molto meglio di una mano, e l’unico rischio posto da una possibilità del genere é di indurre a una vita solitaria, nella quale é molto raro uscire di casa.

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Ci è giunto questo interessante articolo che pubblichiamo molto volentieri, spronando i nostri lettori ad inviarcene altri.

L’impurità delle donne nel periodo del ciclo é un fatto noto fin dall’antichità che trova come espressione celebre la circostanza per cui una pianta, toccata da una donna mestruata, appassisce. Ha suscitato recentemente scalpore la storia dell’albero di Lungo Po Machiavelli a Torino, già famoso per le sue foglie inspiegabilmente gialle anche d’estate, fra le cui radici emerse é stato rinvenuto un assorbente usato, rimasto evidentemente nascosto per anni alla vista dei netturbini. La cosa ha riacceso il dibattito sulla necessità di una legge che preveda l’obbligo per le donne di dare alle fiamme gli assorbenti dismessi, al fine di evitare con la loro dispersione nell’ambiente conseguenze indeterminabilmente gravi. La discussione però si é spinta oltre, toccando anche il tema dell’opportunità in ambito lavorativo di continuare a conferire alle donne stesse incarichi
di responsabilità, visto com’é noto che esse manifestano nei giorni del ciclo comportamenti imprevedibili e plausibilmente fuori controllo. Il confronto si colloca in parallelo al filone che muove dall’osservazione del filosofo Luigi del Vecchio sull’inutilità funzionale del clitoride.
”Se il piacere sessuale in un uomo é giustificato dalla necessità di erezione prima, e di un orgasmo poi che abbia potenza adeguata ai fini di uno spruzzo eiaculatorio abbondante, e che vada lontano”, dice il professor del Vecchio “appare del tutto gratuito il piacere sessuale nella donna. L’erezione del clitoride in particolare (termine scientifico del grilletto, ndr) non riveste alcuna funzione organica all’attività di fecondazione e va pertanto guardata con diffidenza e sospetto. Tanto più che il cunnilingus, che il clitoride eretto suggerisce, favorisce sovente la dispersione del seme esternamente alla donna”. Il dibattito quindi va avanti.

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Aprimi, bastardo!