Archivio per la tag 'Ricordi'

Le mi disse: “Mi hai fatto innamorare!”
Io, visibilmente contento replicai: “Dici davvero? Ma è fantastico”.
E lei: “Sì, ricordi quando mi hai presentato il tuo amico Giulio? Ora stiamo insieme”.

19 Apr

Stanchezza.

Ci sono giorni nei quali ti senti come un lanciatore di coltelli col Parkinson. E allora non ti viene voglia di fare niente, tranne che rimanere in letto a poltrire tutto il giorno, appoggiandoti ai bei ricordi di un tempo.

Ovviamente questo non è il caso mio.

Sto lavorando come un albanese, in questi giorni.

Ho scritto un messaggio a Il Vicenza, quotidiano gratuito della mia città, sull’argomento nel titolo del post.
Ve lo trascrivo:
Il Papa dice di non votare leggi contro natura. Bisogna che qualcuno gli ricordi una semplice cosa: tutta la chiesa cattolica è “contro natura”, dato che non permette a preti e suore di vivere la sessualità come si dovrebbe. E poi, sulla famiglia, ha poco da criticare: se non fai parte del gioco, non deciderne le regole.

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Ormai c’è gente disposta a prendersi anche una randellata nei coglioni pur di fare bella figura all’esame di Teorie e tecniche dei nuovi media. Questo professore dev’essere veramente bravo allora.
Ricordate tutti Marco, il ragazzo dell’Australia, pubblicato nel numero 1 del Loggione? Ebbene il suo blog era solamente un esperimento (ma che fantasia questi ragazzi) facente parte integrante della valutazione della prova del professor Guidolin. A quanto dice lui, i fatti riportati sul suo blog sono veri, solamente spostati temporalmente di 5 anni. Voleva dimostrare che su internet ognuno ci può scrivere ciò che gli pare e la gente ci casca. Ma, carissimo, è così anche nella vita reale. Bravo comunque, un 27 tutto meritatissimo, eh.

Ricordiamo quindi il teorema di Thomas, tanto caro al professor Allievi:
Se gli uomini definiscono reali certe situazioni, esse saranno reali nelle loro conseguenze.

Anche l’Italia a volte sa da gatto morto.
Quello che conta è non dimenticare il sogno
perché sarà proprio quello a consolare,
quando la realtà odorerà di fogna.

Ho sempre detto che le convenzioni non mi piacciono. Cerco sempre di non festeggiare il mio compleanno ma gli amici fanno sempre tutto da soli. Cerco anche di non uscire il sabato sera come fanno tutti, poichè il troppo casino non m’aggrada, non permette di godere la bellezza del freddo silenzio, e il sapore del caffè in centro non è lo stesso. Per me ogni sera è sempre stata uguale alle altre riguardo il divertimento. Anche quando la mattina dopo avevo scuola, non ho mai negato la mia compagnia a qualcuno. Tanto alla fine in classe si dormiva davvero bene, specialmente il martedì quando a cullarmi c’era la soave voce della profesoressa di Economia Aziendale… chissà quanti e quanti sogni ho fatto, avvolto dalle nozioni di tecnica bancaria.
E ne è valsa la pena, perché ora sono qui a ridermela di tutto quello che è successo, di tutti quelli che avevano paura quel giorno, quando Dante mi fece fare una vera risata e mi convinsi di avere sempre avuto ragione.
Alla fine tutti ci riuscimmo, ma in particolare noi, essendo i migliori, lo facemmo senza rovinarci il fegato sui banchi, optando invece per i banconi.
I ricordi di allora sono nitidi… il traguardo era alle spalle, da lì in poi si trattava del futuro. Molti avrebbero lavorato, quelli più scansafatiche sarebbero andati a scaldare nuovi banchi, facendosi chiamare ancora studenti, però una cosa è certa: niente di tutto quello che c’è stato si sarebbe riproposto negli stessi modi, tempi o luoghi… il passato non torna, e noi abbiamo cercato di viverlo in pieno finchè il futuro ce lo ha portato via. Non è più tempo per i giocattoli, ci dicevano, ora capirete quello che abbiamo tentato di dirvi in tutti questi anni. Dall’altra parte noi sempre fermi sulle nostre: birra in mano e sorrisi, perché è sbagliato crescere e scordarsi di quello che si è stati. Così, rubando quel pezzo di passato e in tasca anche pochi spiccioli, siamo partiti per strade diverse promettendo di rivederci ogni tanto, sapendo bene che sono solo parole al vento.
Se il caso lo vorrà, com’è successo una delle notti di questo ottobre, nuovi resoconti verrano riversati sopra i tavoli, ed assieme a questi, le stesse bestemmie di allora, come a voler dire: “No, non dimenticheremo, Dio cane”.

Aprimi, bastardo!