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Sto facendo un progetto per RadioBue (www.radiobue.it),
la radio dell’università di Padova. Si tratta di un radiodramma
satirico sulla vita universitaria di due coinquilini che sono anche
compagni di corso a Scienze della Comunicazione. Vi riporto il testo. Nel caso venisse
approvato e registrato, vi farò avere i dettagli per ascoltare il
podcast. Anche se forse chi non è di Padova o di SdC non capirà alcune
delle battute.
COINQUILINI DI CORSO
Radiodramma universitario satirico sulla convivenza studentesca.
Puntata Zero
Suoni: porta che si apre, leggera musica di sottofondo, porta che si chiude,
la musica continua e c’è un rumore di passi e delle chiavi che sbattono sul tavolo.
Seba: Ehilà, Mateo!
Mateo: Ciao Seba!
Seba: Cazzo, volevo dirti che sono 4 mesi che viviamo insieme nella
stessa casa e non hai ancora imparato a pulire il tavolo dopo le feste.
Mateo: E che sarà mai, non era così sporco stamattina.
Seba: Non era sporco? Ma se c’erano due tuoi amici che stavano trombando sul tavolo. E due che trombavano SOTTO il tavolo.
Mateo: Ma dai, per così poco? E tu allora, che ieri a pranzo hai lasciato le briciole? Poi arrivano le formiche, e lo sai.
Seba: Ma perché parlo ancora con te?
Mateo: Perché siamo coinquilini e pure compagni di corso?
Seba: Approposito, sei andato a lezione oggi?
Mateo: Io sì, ma si può sapere perché tu non vieni quasi mai?
Seba: Ma è semplice, dato che frequentiamo le stesse lezioni, faccio prima a rubarti gli appunti.
Mateo: E chi ti dice che ne prenda, di appunti?
Seba: Ma allora cosa vai a fare?
Mateo: Vuoi mettere sentire le lezioni di Frateschi? Quell’uomo è
meglio del Valium, si sarà laureato in Anestesia, coi massimi voti
pure. Faccio di quelle dormite che nemmeno Lehmann nelle partite no.
Seba: Sei il solito cazzone.
Mateo: Specchio riflesso.
Seba: Buttati nel cesso.
Mateo: Il cesso è occupato e tu sei fregato. HAH! Approposito, vado in bagno.
Seba: Il cesso è occupato veramente, c’è il drogato che sta cagando.
Mateo: Ma chi, Paolo?
Seba: No, l’altro.
Mateo: Andrea?
Seba: No, l’altro ancora.
Mateo: Aaaah, Cortelazzo! Capisco… ma non ce l’ha un bagno che deve venire a fare le sue cagate qui?
Seba: Ma no stupido, c’è Giuliano, che è venuto a trovarci.
Mateo: Ma sì, capiscimi quando scherzo. Cortelazzo mica sa dove
abitiamo! Piuttosto, la giornata è stata dura. Dopo Frateschi c’erano
due ore della materia inutile.
Seba: Quale, psicologia cognitiva?
Mateo: No, l’altra.
Seba: Psicologia sociale?
Mateo: No, l’altra ancora.
Seba: Aaaah, Sociolinguistica! Capisco… ma ad una certa età i
professori bisognerebbe mandarli in pensione comunque, o cremarli, che
è anche meglio.
Mateo: Dai, bell’idea: organizziamo una raccolta di firme! Ma te che hai fatto invece?
Seba: Mah… io niente di particolare, ho pulito il tavolo… e anche
sotto al tavolo. Per dividere i tizi ho dovuto fare come con i cani.
Mateo: Bastonate?
Seba: Ovvio, e quando ho visto che quelle non funzionavano sono andato
di acqua gelata. Si son staccati. E tu devi smetterla di invitare gente
così in casa quando facciamo le feste. Ma dove li avevi conosciuti?
Mateo: Sul tavolo dell’Highlander, una sera. Cioè… stavano seduti che bevevano. Non mi sarei mai aspettato una cosa simile.
Seba: Ecco, io te lo dico, perché occhei che siamo coinquilini ma un minimo di decenza… e se arrivava qualcuno?
Mateo: E chi vuoi che arrivi di giovedì mattina? Sono tutti impegnati a pulirsi il vomito dalle magliette!
Seba: ECCO cosa dovevo fare, grazie di avermelo ricordato… intanto che
sono di là, metti un po’ su Radio Cane che ci ascoltiamo il notiziario
studentesco e un po’ di musica cazzuta.
Mateo: Occhei badrone!
Suoni: Passi, rumore di un pulsante, rumori di sintonizzazione della radio, bzzzzzz,
vzzzzzhrrrrrr, tipo così.
Inizio della trasmissione nella trasmissione
Suoni: siglettina del cazzo, simpatica e che faccia ridere, musichetta leggera di sottofondo
durante tutta la trasmissione.
Radio:
Bentornati su Radio Cane, la radio abusiva e sboccata che fa
concorrenza a Radio Bue. Noi abbiamo il 25% di pulci in più e loro sono
cornuti più di un cesto di lumache.
Sono le 11.30 in punto, io sono Già stanco, quindi ecco a voi a
malavoglia la consueta rubrica “Comunicane”, notizie flash dedicate ai
ragazzacci di Scienze della comunicazione a Padova, il cui slogan è
“siamo comunicatori ma non riusciamo a farlo capire alla gente”.
Partiamo con una notizia che ha dell’incredibile: “Dopo 5 mesi, usciti
i voti dell’esame di Videoscrittura. Nessuna rivendicazione. Il
professor Cortelazzo dice: “Io non c’entro”.
Passiamo a parlare della professoressa di informatica, Maristella
Agosti. Vergognoso accadimento alla presentazione del suo primo
innovativo computer comandato a voce. Uno stronzo dal pubblico si è
alzato gridando: “FORMAT C: INVIO”. Il professor Cortelazzo dice: “Io
non c’entro”.
Curioso retroscena ad un esame: i ragazzi, all’appello di Teorie e
tecniche dei Nuovi media del professor Ugo Guidolin, lasciati soli a
svolgere l’esame scritto, riescono a sbagliarlo in tronco. Sono stati
segati tutti. Il professore si difende: “eppure era a crocette, a
risposta unica”.
Ad ottobre il professor Stefano Allievi presenterà il libro “Koran for
Dummies”, alla faccia di Adel Smith che finalmente potrà, forse,
imparare qualcosa.
Alcuni osservatori fanno notare come, specie nel primo anno del corso,
l’aula A si stia trasformando in una passerella di moda: ragazze tirate
come la faccia di Berlusconi che sfilano come modelle tra i gradini di
Via Loredan. Per rientrare meglio nella parte, nelle pause tra una
lezione e l’altra, corrono a vomitare nei bagni.
Singolare competizione svoltasi all’ultimo appello d’esame di
Semiotica: una ventina di ragazzi hanno fatto a gara a chi si ritirava
per primo. Il vincitore ha guadagnato un 18 politico. Il professor
Zijno commenta così l’accaduto: “quando ho notato questo ragazzo che
scendeva le scale a quattro a quattro col foglio dell’esame immacolato,
ho visto nei suoi occhi un fuoco che ardeva e non ho potuto che
premiarlo”.
Bene, questa era l’ultima notizia, io sono Sempre più stanco, la
rubrica “Comunicane” si conclude qui. Miraccomando ragazzi e professori
di SdC, continuate a far prosperare questo spazio. Vai con la musica!
Suoni: Canzone a scelta. Poi suono di un pulsante che interrompe il tutto e si ritorna con la
consueta musichetta di sottofondo.
Si ritorna al radiodramma vero e proprio, ossia i dialoghi.
Mateo: Sempre dei grandi quelli di Radio Cane.
Seba: Diamine, ho scoperto che il vomito da vino rosso non va via.
Mateo: Hai scoperto l’acqua calda.
Seba: Giusto… buona idea!
Mateo: Eh… faccio da mangiare, va’! Cosa c’è in frigo?
Seba: L’ultima volta che ho controllato c’erano: due cipolle, una mezza birra sgasata e ben quattro dadi Star.
Mateo: Ci va di lusso… bisogna andare a fare la spesa.. tu hai soldi?
Seba: L’ultima volta che avevo soldi in tasca, Papa Wojtyla era ancora vivo. E te?
Mateo: L’ultima volta che avevo io soldi in tasca, mi ricordo che era il giorno in cui gli hanno sparato.
Seba: Uhm, e che si fa allora?
Suoni: Tre secondi di silenzio.
Mateo e Seba in coro: “GIULIANOOOOO!!”
Suoni: tiro dello sciacquone.
Suoni: siglettina finale alla “inizio di John Holmes”.
FINE PUNTATA ZERO
Rock kossovaro anni 80.
Ebbene sì, qui ascoltiamo pure musica della nostra terra. Per meglio dire, della nostra provincia autonoma a maggioranza albanese. Sono i 403, un gruppo rock anni ‘80 kossovaro che spacca. La canzone in questione si intitola “Shoku profesor”, molto giusta, molto autobiografica. Ovviamente voi che non siete albanesi non capirete molto ma anche agli ignoranti bisogna dare cultura.
Traduzione mia fatta infretta, un po’ così, che non rende, e file da scaricare. Al più presto una puntata del podcast con solo musica albanese. Che non si dica poi che le origini si dimenticano.
Shoku profesor
Ne duar mbaj indeksin tim
Siduket mbeta pa nenshkrim
Erdhi koha te mendoj
a do t’mesoj a do t’kendoj
nuk kryhet shkolla me muzike
fjali e thjeshte ne fund me pike
dy pike te tjera me mungojne
s’mund t’vendos e ditet shkojn
Me thoni shoku profesor
a kryhet fakulteti me zor
mos duhet me teper te mesoj
apo ndoshta profesionin ta ndrroj
Ne fakultete nuk jam fare
Duhet gjetur tjeter care
Nga muzika s’mund t’jetoj
As per cigare s’mund t’fitoj
Prindet me thone nxeja karrigen
Te gjitha librave ua kam friken
RRugdalje tjeter tani skam
Me duhet t’jem ai qe s’jam
Signor/compagno professore
In mano tengo il mio indice
Si vede che sono rimasto senza sottoscrizione
E’ venuto il tempo di pensare
Se studiare oppur cantare
La scuola non si finisce con la musica
frase semplice col punto in fondo
Altri due punti mi rimangono
Non posso decidere e i giorni passano
Ditemi signor professore
Si finisce la facoltà a malavoglia?
Forse di più devo studiare
O magari la mia professione cambiare (rit.)
In facoltà non ci sono mai
Bisogna trovare qualcos’altro
Di musica non posso vivere
Nemmeno per le sigarette guadagnare
I genitori mi dicono che scaldo la sedia
Di tutti i libri ho paura
Via d’uscita ora non ho
Devo essere chi non sono.
Download: (click col destro e “salva destinazione…”) 403 - Shoku Profesor
Ditemi quant’è bella.
Qui ci diamo molto da fare per fare di questa webzine qualcosa di divertente da leggere e da seguire nel tempo. Con l’evoluzione naturale, chissà dove andremo a finire. In ogni caso ci sono grosse novità: ritornerà il podcast settimanale di Radio Grafia, la radio che ti guarda dentro. E così via con un sacco di altre cose fatte per dire la nostra, che è questo l’importante a dire il vero. Le stronzate verranno dunque amplificate. Sempre se ce la facciamo a sopravvivere alla festa del 31.
Buon anno, gente: cassa integrazione a tutti.
Restyling.
Impegnati a seguire attivamente i corsi del terzo anno, stiamo preparando il prossimo numero che cadrà ad un anno esatto dallo Zero. Tra le maggiori novità ci sarà il podcast video del Loggione: delle stronzate tali che nemmeno Borghezio.
State incollati.
Direttamente dal fortino.
Qui in biblioteca la vita scorre come sempre: noiose pagine si succedono in un susseguirsi di bestemmie, principalmente dovute al fatto che fuori c’è un bellissimo sole primaverile, anche se, essendo ancora metà febbraio, è quantomeno prematuro.
Dannata psicologia sociale. Anche se devo ammettere che sto iniziando a nutrire un certo interesse per questa materia: il voto spero ne risenta positivamente.
Comunque sia, il podcast inizierà a prendere piede dai prossimi giorni, grazie anche al fantastico servizio offerto da box.net. State connessi.
Ho ormai 21 anni e vi posso spaccare il culo, fighetti. Tranne in un giorno però, che ho da fare: ed esattamente il 26 febbraio 2007, perché dovrò farmi trovare alle 12.30 presso la questura di Vicenza, per rinnovare per l’ottava volta il tanto sudato permesso di soggiorno.
Come avrete capito già, sono di Albanìa, e venuto qui a rubare lavoro, e anche rubare in generale quando posso.
Però trovo volentieri il tempo di scrivere e raccontare a voce le mie peripezie qui, in questo sito nato un po’ come un podcast, e un po’ come una pagina dove annotare tutte le avventure quotidiane. Colgo l’occasione per salutare i miei tanti cugini e anche un po’ gli agenti della polizia di Vicenza, che mi sopportano ogni giorno.
Ebbene da oggi gli appuntamenti con Radio Grafia si intensificheranno. Due nuove rubriche della radio hanno visto oggi la loro nascita.
Cazzate in musica: informazioni, battute, monologhi, riflessioni e stronzate contornate da tanta buona musica da ascoltare tutta d’un fiato. Un appuntamento al quale nessun buon cazzaro può sottrarsi.
Cazzate in rete: tutto quello che di superfluo ma divertente potete trovare nei meandri di internet e in più la musica dei gruppi emergenti, col loro suono pieno di divertimento, non intaccato dai contratti delle major.
Andate quindi nella sezione Podcast del blog per poter scaricare le prime puntate di questi due nuovi appuntamenti fissi!
Intervista ad Arjuna Tuzzi.
Ripropiniamo qui l’ntervista ad Arjuna Tuzzi, professoressa di Metodologie e Tecniche delle Scienze sociali, tenutasi il 27/11/2006.
1. Iniziamo col parlare del suo nome, “Arjuna”, strano ma bello. I suoi fratelli si chiamano per caso Yudhisthira, Bhima, Nakula e Sahadeva? (nomi dei personaggi del poema epico del Mahābhārata)
Non ho fratelli, comunque sì, il mio nome deriva dalla mitologia indiana.
2. Professoressa, lei fin dal primo giorno di lezione è stata molto fiscale sui ritardi: rompere le palle è una dote naturale oppure il risultato di duri anni di allenamento?
(ride) Sono riuscita a farvelo credere? Mah, a dire la verità non sono così nota per essere una rompiscatole, penso che arrivare in tempo alle lezioni sia più una forma di rispetto nei confronti dei vostri compagni.
3. Lei è una professoressa molto competente e di questo gliene rendiamo merito. Ma riguardo i suoi colleghi: se sopra una torre ci fossero Zotti Minici e Frateschi, lei, dove troverebbe il tritolo per farla saltare?
(ride) Sono due colleghi molto diversi, ho un buon rapporto con entrambi, mi dispiacerebbe farli fuori così anche perché rischierei di finire anch’io sotto nel farli saltare in aria… ma cos’hanno fatto a voi studenti? Comunque ora che mi ci fate pensare hanno qualcosa in comune…
Sì, hanno in comune il fatto che ci fanno addormentare…
Eh ma non è il nostro compito fare gli attori di teatro, è normale che alcune lezioni risultino noiose, poi dipende dal professore quanto riesca a renderla interessante… però, ripeto, non è il nostro mestiere far divertire le persone, certo a qualcuno riesce di conciliare le due cose, se fossimo così bravi avremmo fatto gli attori.
4. Ma parliamo di insegnamenti. Lei non fa la pausa tra un’ora e l’altra. Perché, ha paura che aperte le porte i ragazzi se la diano a gambe?
No assolutamente no. Anzi, io sarei favorevole a far la pausa tra le due ore, perché ci sono studi scientifici sul fatto che l’attenzione cala dopo un determinato tempo, e poi non serve solo a voi studenti.
5. Durante le sue lezioni, mentre spiega si vede che molte persone sono intente a scrivere: secondo lei quale dei tanti cruciverba staranno completando?
(ride) Domanda difficile! Molti leggono il giornale o scrivono alla morosa, ad ogni modo se uno ha voglia di perdere tempo non ha bisogno di venire in aula A… Comunque il cruciverba potremmo provare a farlo tutti insieme in aula! O magari potremmo provare a fare l’esame sotto forma di cruciverba! (battuta fuori campo di Antonio: “6 verticale, dicasi dell’ex post”. (risate))
6. Di qualche giorno fa l’articolo su Il Mattino di Padova dove parlano dell’indagine sullo Spritz che abbiamo fatto sotto la sua supervisione. Gira voce anche che qualcuno l’ha contattata per commissionargliela davvero, l’indagine. Con il ricavato, è vero che offrirà lo Spritz a tutti e 161 i partecipanti?
(risate) Nessuno mi ha ancora commissionato l’indagine. Ad ogni modo… sareste disponibili a rifare l’indagine in tal caso? (sì, sì, sì!). Purtroppo i dati che abbiamo raccolto appartengono ad un campione poco indicativo. Comunque, se mi viene commissionata ve lo offro volentieri!
7. Ma ora qualcosa che ci riguarda da vicino. Lei è stata vista prendere e portare via i numeri della nostra rivista. Questo perché le piace davvero ciò che scriviamo, oppure perché ha un caminetto a legna?
(risate) Non ho un caminetto a legna! Ma a parte questo, le ho prese per curiosità poiché la satira a me piace e m’interessano molto le iniziative degli studenti: comunque ho gradito molto di più il secondo numero rispetto al primo. Dovrebbe essere lo scopo di ogni editore far piacere a più persone possibile il prodotto.
Professoressa, come diceva Battisti, “l’applauso per sentirsi importante, senza domandarsi, per quale gente”. Noi vogliamo essere importanti per coloro che sono importanti per noi.
Ad ogni modo la consideriamo una vostra iniziativa e questo c’interessa molto poiché c’entra molto con quello che fate.
Abbiam visto anche Cortelazzo rubarne una copia!
Ma in realtà una copia l’ho portata anche alla vostra presidente del Corso di Laurea, la professoressa Ursini e non era molto contenta del primo numero, ma il secondo glielo porterò domani…
8. Crede che con quest’iniziativa del giornalino ci daranno i finanziamenti pubblici, oppure gli arresti domiciliari?
Nessuna delle due (risate). Segue breve colloquio sui finanziamenti.
9. Lei ha fatto un’indagine sulle professioni della comunicazione, e i numeri confermano che la laurea in Scienze della comunicazione offre tante possibilità di lavoro: così, ad occhio, lei ci vede di più come muratori o spazzini?
Voi tre nello specifico, oppure…? Beh, se la vostra vocazione è fare gli spazzini o i muratori… scherzi a parte, vi posso assicurare che tutto questo clamore mediatico attorno a SdC, definita “laurea inutile creatrice di disoccupati” è del tutto infondato anche perché è un problema generalizzato a tutti i corsi di laurea triennali…
10. Riguardo lo sciopero contro la finanziaria: lei, quando vede i gioiellieri in piazza alzare i cartelli in aria e nota i rolex d’oro ai polsi, pensa: “Poverini, anche loro devono mangiare”?
(risate) No… no!
11. Lei cos’ha votato alle scorse elezioni? No, non ce lo dica, non vorremmo mai doverle dare della cogliona. (in ogni caso)
(risate) Abbiam fatto lo stesso ragionamento tra colleghi, se v’interessa! Volevamo andare in giro con la maglietta…
12. Professoressa, sappiamo tutti che Giovanni Paolo II andò a fare una visita ufficiale al dittatore Augusto Pinochet nel 1987 (tra parentesi, ispirandosi a questo fatto i Litfiba hanno inciso una bellissima canzone, “Santiago”). Quando crede che Benedetto XVI farà lo stesso con Bush?
(risate da parte di tutti) Ah, credo molto presto… non credo sia così difficile!
13. Essendo iscritto a Scienze della comunicazione a me sta tanto a cuore la libertà d’informazione. Recentemente sono venuto a conoscenza che in televisione ci sono cinque temi tabù che la satira non può affrontare liberamente, e di preciso: la chiesa, il capo dello stato, gli handicap fisici, le razze diverse e l’omosessualità.
Se lei conducesse un programma televisivo, esordirebbe con la seguente battuta?
“Ma cristo di un Dio dice Napolitano, quel zoppo di un negro è una checca”.
(risate) Non credo che esordirei con quei termini (risate).
14. Professoressa, di solito i docenti danno voti alti negli esami, agli studenti che leccano il culo… per noi un 25 andrebbe benissimo, lei è d’accordo?
(risate) Il mio è un esame scritto, a meno che non mettete una foto sul compito. Comunque non credo molto a questo…
Ad ogni modo lei ha i nominativi del gruppo dei loggionari…
(risate) Ah ma non l’avete capito! Era tutta una scusa per schedarvi! (risate)
Per concludere riceviamo i complimenti dalla professoressa assieme ad una preziosa copia con dedica del suo ultimo libro “Le cento professioni della comunicazione”. Tra risate e saluti, concludiamo il nostro assalto al Castelletto.
La versione integrale in formato mp3 sarà disponibile presto online nella sezione Podcast di questo blog.
Vi abbiamo mentito.
Non è vero che usciremo oggi, 23 novembre. Ovviamente il bello della diretta. Abbiamo ancora un sacco di cose da fare, e poi manca l’intervista alla Arjuna, non possiamo uscire senza la sua impronta.
Comunque apparte tutto sto lavorando un sacco a vari progetti, e sto lavorando un sacco in generale. Il podcast prenderà piede tra qualche giorno, intanto vi segnalo un nuovo progetto nato con la collaborazione di sdcpadova.it.
Si tratta di una nuova rubrica sul suddetto sito (il quale si spera a breve prenda il posto di quello ufficiale di facoltà, e invito tutti a far pressione a chi di dovere per questo), chiamata l’edicola, dove troverà spazio di volta in volta un inserto de “Il Loggione”, scritto appositamente per loro, nella speranza che sia utile per incrementare la qualità di tutti e due questi spazi web.
Ultime anticipazioni.
Vi comunico che il sito non ufficiale della facoltà di Scienze della Comunicazione di Padova, www.sdcpadova.it, ha avuto il grande onore di poterci linkare nella sua pagina principale, tra l’altro molto ben fatta. In attesa che ci recensiscano come si deve, vi informiamo che ci sono stati, dall’uscita del numero Uno, almeno 50 download. Un grandissimo successo, che speriamo di bissare al più presto.
Oltre alla rubrica dei cortometraggi da poco innaugurata, ci sarà anche quella del Podcast: insomma, avremo la radio online de “Il Loggione”, consultabile in qualsiasi momento grazie a questa nuova e utile tecnologia. Le possibilità quindi non si fermano, per questo progetto nato per diventare un punto di riferimento per tutta la facoltà. No, dai, stronzate. E’ che noi ci divertiamo un sacco a fare ’ste cose, tutto qui.



