Archivio per la tag 'Musica'

Adesso, è ovvio che uno come George la usi, certo. Voglio dire, è una star, come fa a star senza? Questi poliziotti ignobili londinesi che non capiscono la fatica che fanno i propri idoli per sopravvivere ad una vita fatta di concerti, sodomia e tanti miliardi. Che gestirli non è mica facile, questi soldi, sapete. Ci vuol coraggio a poterli spendere tutti in una botta, o dose, che dir si voglia.

Che poi questi poliziotti, hanno un debole per i propri cantanti e gruppi preferiti, diciamolo. Non per niente hanno scritto sulla fiancata di tutte le loro auto “Police“. Volevo vedere io se al posto di George Michael ci fosse stato Sting, cos’avrebbero fatto quegli infami. Meno male che George è ricco e ha pagato la cauzione, se no sai che orgione nasceva nella cella?

Perché alla fine è vero che si usano due pesi e due misure. E George di pesi ne sa qualcosa, dato che si porta sempre il bilancino con sè. E pure di misure ne sa molto… ma questa è un’altra storia, successa anni fa, per la quale ci ha fatto una canzone diventata poi una hit. Chissà se anche ora farà lo stesso: già lo vedo uscire con un singolo a natale che parla di neve. I critici diranno: “Dopo Last Christmas con i Wham è uscito allo scoperto, finalmente”.

Vai George, siamo con te.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.

A chi subito fa il paragone con Youtube, taglio le gambe dicendo che non c’entra un cazzo. Youtube è quanto di più generalista ci possa essere in materia di video sharing. Youtube sta al generalismo come Italia Uno sta alle cazzate. Ma almeno Youtube non censura, non rincoglinisce e non mostra solo tette e culi.

Insomma, Vimeo è specializzato. E’ questo il futuro. Le radio, le Tv e anche i portali internet: bisogna specializzarsi. E i ragazzi di Vimeo l’hanno fatto benone: infatti qui troverete per la quasi totalità video girati dagli stessi utenti. E’ insomma un raccoglitore gigante di cortometraggi e clip musicali realizzati dalle persone che vogliono publicizzarli alla gente per avere del feedback e dei consigli.

Come cosa ottima, ci sono i canali, nei quali c’è ancora più specializzazione poiché trattano video dello stesso argomento. Molto bello è il canale Student Films il quale raccoglie corti e produzioni fatte come progetti scolastici dai ragazzi di scuole superiori e università. Dategli un’occhiata e iniziate anche voi a specializzarvi.

Sto facendo un progetto per RadioBue (www.radiobue.it),
la radio dell’università di Padova. Si tratta di un radiodramma
satirico sulla vita universitaria di due coinquilini che sono anche
compagni di corso a Scienze della Comunicazione. Vi riporto il testo. Nel caso venisse
approvato e registrato, vi farò avere i dettagli per ascoltare il
podcast. Anche se forse chi non è di Padova o di SdC non capirà alcune
delle battute.

COINQUILINI DI CORSO
Radiodramma universitario satirico sulla convivenza studentesca.


Puntata Zero


Suoni: porta che si apre, leggera musica di sottofondo, porta che si chiude,
la musica continua e c’è un rumore di passi e delle chiavi che sbattono sul tavolo.

Seba: Ehilà, Mateo!
Mateo: Ciao Seba!
Seba: Cazzo, volevo dirti che sono 4 mesi che viviamo insieme nella
stessa casa e non hai ancora imparato a pulire il tavolo dopo le feste.
Mateo: E che sarà mai, non era così sporco stamattina.
Seba: Non era sporco? Ma se c’erano due tuoi amici che stavano trombando sul tavolo. E due che trombavano SOTTO il tavolo.
Mateo: Ma dai, per così poco? E tu allora, che ieri a pranzo hai lasciato le briciole? Poi arrivano le formiche, e lo sai.
Seba: Ma perché parlo ancora con te?
Mateo: Perché siamo coinquilini e pure compagni di corso?
Seba: Approposito, sei andato a lezione oggi?
Mateo: Io sì, ma si può sapere perché tu non vieni quasi mai?
Seba: Ma è semplice, dato che frequentiamo le stesse lezioni, faccio prima a rubarti gli appunti.
Mateo: E chi ti dice che ne prenda, di appunti?
Seba: Ma allora cosa vai a fare?
Mateo: Vuoi mettere sentire le lezioni di Frateschi? Quell’uomo è
meglio del Valium, si sarà laureato in Anestesia, coi massimi voti
pure. Faccio di quelle dormite che nemmeno Lehmann nelle partite no.
Seba: Sei il solito cazzone.
Mateo: Specchio riflesso.
Seba: Buttati nel cesso.
Mateo: Il cesso è occupato e tu sei fregato. HAH! Approposito, vado in bagno.
Seba: Il cesso è occupato veramente, c’è il drogato che sta cagando.
Mateo: Ma chi, Paolo?
Seba: No, l’altro.
Mateo: Andrea?
Seba: No, l’altro ancora.
Mateo: Aaaah, Cortelazzo! Capisco… ma non ce l’ha un bagno che deve venire a fare le sue cagate qui?
Seba: Ma no stupido, c’è Giuliano, che è venuto a trovarci.
Mateo: Ma sì, capiscimi quando scherzo. Cortelazzo mica sa dove
abitiamo! Piuttosto, la giornata è stata dura. Dopo Frateschi c’erano
due ore della materia inutile.
Seba: Quale, psicologia cognitiva?
Mateo: No, l’altra.
Seba: Psicologia sociale?
Mateo: No, l’altra ancora.
Seba: Aaaah, Sociolinguistica! Capisco… ma ad una certa età i
professori bisognerebbe mandarli in pensione comunque, o cremarli, che
è anche meglio.
Mateo: Dai, bell’idea: organizziamo una raccolta di firme! Ma te che hai fatto invece?
Seba: Mah… io niente di particolare, ho pulito il tavolo… e anche
sotto al tavolo. Per dividere i tizi ho dovuto fare come con i cani.
Mateo: Bastonate?
Seba: Ovvio, e quando ho visto che quelle non funzionavano sono andato
di acqua gelata. Si son staccati. E tu devi smetterla di invitare gente
così in casa quando facciamo le feste. Ma dove li avevi conosciuti?
Mateo: Sul tavolo dell’Highlander, una sera. Cioè… stavano seduti che bevevano. Non mi sarei mai aspettato una cosa simile.
Seba: Ecco, io te lo dico, perché occhei che siamo coinquilini ma un minimo di decenza… e se arrivava qualcuno?
Mateo: E chi vuoi che arrivi di giovedì mattina? Sono tutti impegnati a pulirsi il vomito dalle magliette!
Seba: ECCO cosa dovevo fare, grazie di avermelo ricordato… intanto che
sono di là, metti un po’ su Radio Cane che ci ascoltiamo il notiziario
studentesco e un po’ di musica cazzuta.
Mateo: Occhei badrone!

Suoni: Passi, rumore di un pulsante, rumori di sintonizzazione della radio, bzzzzzz,
vzzzzzhrrrrrr, tipo così.

Inizio della trasmissione nella trasmissione

Suoni: siglettina del cazzo, simpatica e che faccia ridere, musichetta leggera di sottofondo
durante tutta la trasmissione.

Radio:
Bentornati su Radio Cane, la radio abusiva e sboccata che fa
concorrenza a Radio Bue. Noi abbiamo il 25% di pulci in più e loro sono
cornuti più di un cesto di lumache.
Sono le 11.30 in punto, io sono Già stanco, quindi ecco a voi a
malavoglia la consueta rubrica “Comunicane”, notizie flash dedicate ai
ragazzacci di Scienze della comunicazione a Padova, il cui slogan è
“siamo comunicatori ma non riusciamo a farlo capire alla gente”.

Partiamo con una notizia che ha dell’incredibile: “Dopo 5 mesi, usciti
i voti dell’esame di Videoscrittura. Nessuna rivendicazione. Il
professor Cortelazzo dice: “Io non c’entro”.

Passiamo a parlare della professoressa di informatica, Maristella
Agosti. Vergognoso accadimento alla presentazione del suo primo
innovativo computer comandato a voce. Uno stronzo dal pubblico si è
alzato gridando: “FORMAT C: INVIO”. Il professor Cortelazzo dice: “Io
non c’entro”.

Curioso retroscena ad un esame: i ragazzi, all’appello di Teorie e
tecniche dei Nuovi media del professor Ugo Guidolin, lasciati soli a
svolgere l’esame scritto, riescono a sbagliarlo in tronco. Sono stati
segati tutti. Il professore si difende: “eppure era a crocette, a
risposta unica”.

Ad ottobre il professor Stefano Allievi presenterà il libro “Koran for
Dummies”, alla faccia di Adel Smith che finalmente potrà, forse,
imparare qualcosa.

Alcuni osservatori fanno notare come, specie nel primo anno del corso,
l’aula A si stia trasformando in una passerella di moda: ragazze tirate
come la faccia di Berlusconi che sfilano come modelle tra i gradini di
Via Loredan. Per rientrare meglio nella parte, nelle pause tra una
lezione e l’altra, corrono a vomitare nei bagni.

Singolare competizione svoltasi all’ultimo appello d’esame di
Semiotica: una ventina di ragazzi hanno fatto a gara a chi si ritirava
per primo. Il vincitore ha guadagnato un 18 politico. Il professor
Zijno commenta così l’accaduto: “quando ho notato questo ragazzo che
scendeva le scale a quattro a quattro col foglio dell’esame immacolato,
ho visto nei suoi occhi un fuoco che ardeva e non ho potuto che
premiarlo”.

Bene, questa era l’ultima notizia, io sono Sempre più stanco, la
rubrica “Comunicane” si conclude qui. Miraccomando ragazzi e professori
di SdC, continuate a far prosperare questo spazio. Vai con la musica!

Suoni: Canzone a scelta. Poi suono di un pulsante che interrompe il tutto e si ritorna con la
consueta musichetta di sottofondo.

Si ritorna al radiodramma vero e proprio, ossia i dialoghi.

Mateo: Sempre dei grandi quelli di Radio Cane.
Seba: Diamine, ho scoperto che il vomito da vino rosso non va via.
Mateo: Hai scoperto l’acqua calda.
Seba: Giusto… buona idea!
Mateo: Eh… faccio da mangiare, va’! Cosa c’è in frigo?
Seba: L’ultima volta che ho controllato c’erano: due cipolle, una mezza birra sgasata e ben quattro dadi Star.
Mateo: Ci va di lusso… bisogna andare a fare la spesa.. tu hai soldi?
Seba: L’ultima volta che avevo soldi in tasca, Papa Wojtyla era ancora vivo. E te?
Mateo: L’ultima volta che avevo io soldi in tasca, mi ricordo che era il giorno in cui gli hanno sparato.
Seba: Uhm, e che si fa allora?

Suoni: Tre secondi di silenzio.

Mateo e Seba in coro: “GIULIANOOOOO!!”

Suoni: tiro dello sciacquone.
Suoni: siglettina finale alla “inizio di John Holmes”.

FINE PUNTATA ZERO

Ebbene sì, qui ascoltiamo pure musica della nostra terra. Per meglio dire, della nostra provincia autonoma a maggioranza albanese. Sono i 403, un gruppo rock anni ‘80 kossovaro che spacca. La canzone in questione si intitola “Shoku profesor”, molto giusta, molto autobiografica. Ovviamente voi che non siete albanesi non capirete molto ma anche agli ignoranti bisogna dare cultura.

Traduzione mia fatta infretta, un po’ così, che non rende, e file da scaricare. Al più presto una puntata del podcast con solo musica albanese. Che non si dica poi che le origini si dimenticano.

Shoku profesor
Ne duar mbaj indeksin tim
Siduket mbeta pa nenshkrim
Erdhi koha te mendoj
a do t’mesoj a do t’kendoj
nuk kryhet shkolla me muzike
fjali e thjeshte ne fund me pike
dy pike te tjera me mungojne
s’mund t’vendos e ditet shkojn

Me thoni shoku profesor
a kryhet fakulteti me zor
mos duhet me teper te mesoj
apo ndoshta profesionin ta ndrroj

Ne fakultete nuk jam fare
Duhet gjetur tjeter care
Nga muzika s’mund t’jetoj
As per cigare s’mund t’fitoj
Prindet me thone nxeja karrigen
Te gjitha librave ua kam friken
RRugdalje tjeter tani skam
Me duhet t’jem ai qe s’jam

Signor/compagno professore
In mano tengo il mio indice
Si vede che sono rimasto senza sottoscrizione
E’ venuto il tempo di pensare
Se studiare oppur cantare

La scuola non si finisce con la musica
frase semplice col punto in fondo
Altri due punti mi rimangono
Non posso decidere e i giorni passano

Ditemi signor professore
Si finisce la facoltà a malavoglia?
Forse di più devo studiare
O magari la mia professione cambiare (rit.)

In facoltà non ci sono mai
Bisogna trovare qualcos’altro
Di musica non posso vivere
Nemmeno per le sigarette guadagnare
I genitori mi dicono che scaldo la sedia
Di tutti i libri ho paura
Via d’uscita ora non ho
Devo essere chi non sono.

Download: (click col destro e “salva destinazione…”) 403 - Shoku Profesor
Ditemi quant’è bella.

Questa in pochi la capiranno. Il massimo sarebbe essere appassionati di Gaber ed iscritti al corso di Scienze della Comunicazione a Padova. Ma eccola qui.

No… no, non è vero, io dei numeri del Loggione non ho niente da rimproverarmi… non mi sembra di aver detto delle cose gravi.
La mia vita? Una vita normale: rubo, picchio i bambini… Non ho ancora ammazzato nessuno, figuriamoci… qualche bestemmia, ma è normale… no?
Lavoro, frequento poco, ma pago le tasse d‘iscrizione… non mi sembra di avere delle colpe. Non ho dato nemmeno l’esame della Sorba, per dire…
Ah… voi parlavate di prima? Ma prima mi sono comportato come tutti…
Cosa portavo con me? Sì, macchina digitale, il lettore mp3, il cellulare… Perché, non va bene? È comodo.
Cosa cantavo? Questa poi. Volete sapere cosa cantavo? Ma sì certo, anche intercalari popolari, sì… bestemmie.
Devo parlar più forte? Sì! BESTEMMIE! Sì: Dio l’ho bestemmiato, e anche la Madonna… però in coro, eh!
Sì, quello sì, lo ammetto, ho visto anch’io Germano Mosconi.
Come, se in camera ho delle foto? Che discorsi… certo, Audrey Hepburn, Shirley MacLane… Certo, poster? Non mi pare… forse uno, non a colori però, in bianco e nero: Orson Welles.
No, quello No. Io il clero non l’ho mai insultato. Mai… beh, una volta, ma… i cardinali. Giusto un paio.

Come, se ero comunicatore? Mi piacciono le domande dirette. Volete sapere se ero comunicatore? No no, finalmente. E giusto chiarirle queste cose, una volta per tutte. Oh! Se ero comunicatore…
Mah… in che senso? No, voglio dire…
Qualcuno era comunicatore perché era nato a Padova…
Qualcuno era comunicatore perché il compagno di classe, il cugino, il vicino di casa… la morosa no!
Qualcuno era comunicatore perché vedeva Italia 1 come una promessa, Canale 5 come una poesia, la comunicazione come il paradiso terrestre.
Qualcuno era comunicatore perché il suo blog non lo commentava nessuno.
Qualcuno era comunicatore perché aveva avuto un’educazione senza internet.
Qualcuno era comunicatore perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche… lo esigevano tutti.

Qualcuno era comunicatore perché la storia è un esame da soli 6 crediti.
Qualcuno era comunicatore perché gliel’avevano detto…
Qualcuno era comunicatore perché non gli avevano detto di Cortelazzo…
Qualcuno era comunicatore perché prima aveva fatto il liceo classico.
Qualcuno era comunicatore perché aveva capito che con gli esami poteva andare piano ma lontano.
Qualcuno era comunicatore perché Allievi era un bravo professore.
Qualcuno era comunicatore perché era bravo a studiare, ma non gli andava proprio di impegnarsi.
Qualcuno era comunicatore perché beveva lo spritz e vomitava ai mercoledì padovani.
Qualcuno era comunicatore perché era così idiota che aveva bisogno di qualcuno che lo facesse sentire a casa.
Qualcuno era comunicatore perché era talmente affascinato dai disoccupati che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunicatore perché non ne poteva più di fare il disoccupato.
Qualcuno era comunicatore perché gli esami, la laurea, il lavoro… facile no?
Qualcuno era comunicatore perché il contratto a tempo indeterminato, oggi no… domani forse, ma dopodomani… sicuramente!
Qualcuno era comunicatore perché: viva Hitchcock, viva Spielberg, viva Quentin Tarantino!
Qualcuno era comunicatore per fare rabbia ai suoi professori delle superiori.
Qualcuno era comunicatore perché guardava sempre la7.
Qualcuno era comunicatore per moda, qualcuno per la figa, qualcuno per il cazzo, sì…
Qualcuno era comunicatore perché voleva fare il curriculum in Comunicazione pubblica e fare l’impiegato statale.
Qualcuno era comunicatore perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
Qualcuno era comunicatore perché aveva scambiato SdC per un corso serio.
Qualcuno era comunicatore perché era convinto di avere dietro di sé il papà che gli parava il culo in ogni caso.
Qualcuno era comunicatore perché era più comunicatore degli altri.
Qualcuno era comunicatore perché c’era il grande corso in SdC della facoltà di Lettere a Padova.
Qualcuno era comunicatore nonostante ci fosse il grande corso in SdC della facoltà di Lettere a Padova.
Qualcuno era comunicatore perché non c’era niente di meglio.
Qualcuno era comunicatore perché abbiamo il peggior corso di Discipline d’Arte Musica e Spettacolo d’Europa!
Qualcuno era comunicatore perché la televisione peggio che da noi solo l’Uganda.
Qualcuno era comunicatore perché non ne poteva più di 40 anni di giornalismo viscido e ruffiano.
Qualcuno era comunicatore perché Daniele Luttazzi, Biagi, Michele Santoro, la Guzzanti ecc, ecc, ecc…
Qualcuno era comunicatore perché chi era coglione era comunicatore.
Qualcuno era comunicatore perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare informazione…
Qualcuno, qualcuno credeva di essere comunicatore e forse era qualcos’altro.
Qualcuno era comunicatore perché sognava una televisione diversa da quella americana.
Qualcuno era comunicatore perché pensava di poter comunicare liberamente, solo se potevano farlo anche gli altri.

Qualcuno era comunicatore perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo.
Perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di un’aula diversa. Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno.
Era solo uno slancio, un desiderio di cambiare gli orari, di cambiare la vita..
Qualcuno era comunicatore perché con accanto questa voglia uno era come più di se stesso, era come due persone in una.
Da una parte la personale fatica di non addormentarsi a seguire i corsi in aula A… dall’altra il senso di appartenenza ad un gruppo che voleva spiccare il volo, per cambiare veramente SdC.
No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano superato il test di ammissione, senza essere capaci di far un cazzo, come dei paraculo.

E ora? Anche ora ci si sente come divisi in due gruppi: da una parte i pirla che prendono sempre trenta agli esami, imparando tutto a memoria, come dei pappagalli ipotetici, e dall’altra i gabbiani, senza più neanche l’intenzione di laurearsi, perché ormai erano andati fuori corso.
Due miserie in un corso solo.

Stavo facendo casino con i miei amici, ridendo, scherzando… con lo stereo a palla a ballare sopra i tavoli. E fin qui niente di strano. Poi è arrivata la bibliotecaria, un’arzilla vecchietta di 62 anni che ancora si ostina a non andare in pensione.

Noi spegnemmo la musica per sentire cosa dicesse. E questa ha preso, si è avvicinata a me e mi ha detto guardandomi negli occhi: “giovanotto, vada a farsi fottere”. Io allora guardai gli altri sbigottito. Quindi chiesi alla signora: “come prego?”. E lei mi rispose: “volevo dire: vada a farselo mettere da un negro di merda invece di stare qui a rompere i coglioni”.

Yeah, era tornata di nuovo la bibliotecaria che conoscevamo. Il timore che si fosse rammollita ci sfiorò solo per pochi secondi, ma è tutta acqua passata. Prendemmo le nostre cose e uscimmo fuori a far baldoria, nella città che dorme sempre, non prima di averla salutata con un abbraccio.

Gli organizzatori dicono che eravamo in 80 mila, per la questura ovviamente circa 30 mila. La questura… una volta il questore ed altri cinque funzionari sono rimasti chiusi per un guasto in ascensore. Sono poi arrivati i pompieri a salvarli tutti e sei. Il giorno dopo la notizia in prima pagina: “Sei funzionari pubblici rimangono chiusi in ascensore: per la questura erano in due “.

Insomma, apparte la neve che era caduta la notte prima, c’era un bel sole, però si gelava. La gente era tantissima, il profumo d’erba buona si sentiva lungo tutto il corteo. Ci siamo anestetizzati con un paio di birre e siamo partiti per una camminata di quattro ore, facendo il giro di Vicenza tra musica e tamburi. C’era pure una jazz band che ci accompagnava da dietro: lo so perché ogni tanto mi ritrovavo il trombone in mezzo alle chiappe. Poi ne vedevi di tutti i colori.

Gente che si fermava a pisciare, gente che si fermava a guardare gli altri pisciare, e gente che si fermava a pisciare sulla gente che si fermava a guardare gli altri pisciare. Insomma, è stato divertente, e poi ci siamo presi a palle di neve ad un certo punto, apoteosi. Ogni tanto ne tiravo una in mezzo al corteo gridando: “Almeno sono meglio delle bombe, cazzo!”.

Poi dopo questo giro della madonna dove le bestemmie e i cori contro questo governo e soprattutto contro questa amministrazione comunale inetta e corrotta fioccavano felici nell’aria fredda, abbiamo finito le birre. Quando ormai era già buio siamo tornati alla stazione dei treni, per poi salutare la gentaglia e andare a prenderci una pizza calda, mangiarla e ridere di tutta questa Italia assurda, parlando di cortometraggi da girare, e musiche per quest’ultimi da incidere. Tutti a casa dopo, con qualcosa in più nel cuore. Com’era? Ah, sì: “Napolitano, ti sei cagato in mano”.

Alcune delle mie foto le potete trovare su Flickr.

Su www.sagreinitalia.it, il portale interamente dedicato alle sagre, fiere e manifestazioni tradizionali, trovi sempre un calendario completo e le informazioni aggiornate sugli eventi in programmazione in tutta Italia.

Sul sito puoi riscoprire le manifestazioni legate ai prodotti della terra, alla cultura e alla musica popolare, alla fede e ai lavori artigianali.

Puoi registrarti alla Newsletter mensile, con la quale riceverai tramite email gli eventi in programmazione nella tua regione.
Inoltre trovi un Forum dove puoi chiacchierare con altri appassionati delle tradizioni italiane, della cucina tipica, della musica popolare.

Ebbene da oggi gli appuntamenti con Radio Grafia si intensificheranno. Due nuove rubriche della radio hanno visto oggi la loro nascita.

Cazzate in musica: informazioni, battute, monologhi, riflessioni e stronzate contornate da tanta buona musica da ascoltare tutta d’un fiato. Un appuntamento al quale nessun buon cazzaro può sottrarsi.

Cazzate in rete: tutto quello che di superfluo ma divertente potete trovare nei meandri di internet e in più la musica dei gruppi emergenti, col loro suono pieno di divertimento, non intaccato dai contratti delle major.

Andate quindi nella sezione Podcast del blog per poter scaricare le prime puntate di questi due nuovi appuntamenti fissi!

Aprimi, bastardo!