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Infortuni sul campo: fermi per due mesi Pirlo, Trezeguet e il super acceleratore di particelle del Cern.
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Ecco a voi un video lungo ed esaustivo di Daniele Luttazzi sulle tecniche di regime che si stanno protraendo in Italia grazie ai governi Berlusconi ed al silenzio assenso delle sinistre, eccezion fatta per l’Italia dei Valori. Per i piccoli dittatori che vogliono imparare.
Daniele Luttazzi - Satira Censurata e tecniche di regime
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In Italia come massimo in fatto di satira abbiamo Daniele Luttazzi, questo non v’è dubbio. L’America invece è un discorso a parte, è più avanti da questo punto di vista, sta di fatto che ha sfornato un’altra meraviglia della satira che risponde al nome di Bill Hicks.
Bill era un ragazzo qualunque che obbligato dai genitori a frequentare catechismo, capì quante stronzate si celassero dietro la fede. Fu anche questo a contribuire alla sua formazione come autore satirico. Come tutti i grandi, iniziò a drogarsi non appena ne ebbe il tempo e i soldi: di tutto pare, dall’LSD alla coca passando per le metanfetamine. Ma la causa della sua morte non furono le droghe, ma il cancro, che lo portò via a soli 33 anni, lasciandoci a mio avviso ben poco di tutto quello che avrebbe potuto fare.
Insomma, David Letterman lo invitava un sacco di volte ai propri show, tanto era bravo. Poi incise albim parlati e musicati, un po’ come Daniele Luttazzi che ci delizia con quelle perle di Money for Dope e School id Boring.
Se volete la sua biografia andate su Wikipedia, per me parlare della sua vita è più una presentazione per il suo lavoro, che vedete qui in basso. Si tratta dello speciale “One night stand”, diviso in tre parti e sottotitolato in italiano. Guardarlo significa accorgersi di quanto siamo indietro anni luce rispetto all’America e alla loro mentalità in materia.
Dato che in Italia siamo in regime perenne, l’informazione bisogna reperirla da altre fonti. L’estero è un buon inizio: se già divorate i blog di Daniele Luttazzi, Beppe Grillo e Marco Travaglio allora iniziate a guardare più avanti. Vi segnalo dunque questo bellissimo sito che raccoglie tutti i feed dei principali giornali di tutta Europa, così da leggere con i vostri occhi di come negli altri paesi siamo diventati una barzelletta e come, al contrario di noi, i giornalisti stranieri stranamente facciano domande ai politici.
Il sito in questione è www.eufeeds.eu, che diventi un approdo obbligato, almeno giornalmente!
Questa in pochi la capiranno. Il massimo sarebbe essere appassionati di Gaber ed iscritti al corso di Scienze della Comunicazione a Padova. Ma eccola qui.
No… no, non è vero, io dei numeri del Loggione non ho niente da rimproverarmi… non mi sembra di aver detto delle cose gravi.
La mia vita? Una vita normale: rubo, picchio i bambini… Non ho ancora ammazzato nessuno, figuriamoci… qualche bestemmia, ma è normale… no?
Lavoro, frequento poco, ma pago le tasse d‘iscrizione… non mi sembra di avere delle colpe. Non ho dato nemmeno l’esame della Sorba, per dire…
Ah… voi parlavate di prima? Ma prima mi sono comportato come tutti…
Cosa portavo con me? Sì, macchina digitale, il lettore mp3, il cellulare… Perché, non va bene? È comodo.
Cosa cantavo? Questa poi. Volete sapere cosa cantavo? Ma sì certo, anche intercalari popolari, sì… bestemmie.
Devo parlar più forte? Sì! BESTEMMIE! Sì: Dio l’ho bestemmiato, e anche la Madonna… però in coro, eh!
Sì, quello sì, lo ammetto, ho visto anch’io Germano Mosconi.
Come, se in camera ho delle foto? Che discorsi… certo, Audrey Hepburn, Shirley MacLane… Certo, poster? Non mi pare… forse uno, non a colori però, in bianco e nero: Orson Welles.
No, quello No. Io il clero non l’ho mai insultato. Mai… beh, una volta, ma… i cardinali. Giusto un paio.
Come, se ero comunicatore? Mi piacciono le domande dirette. Volete sapere se ero comunicatore? No no, finalmente. E giusto chiarirle queste cose, una volta per tutte. Oh! Se ero comunicatore…
Mah… in che senso? No, voglio dire…
Qualcuno era comunicatore perché era nato a Padova…
Qualcuno era comunicatore perché il compagno di classe, il cugino, il vicino di casa… la morosa no!
Qualcuno era comunicatore perché vedeva Italia 1 come una promessa, Canale 5 come una poesia, la comunicazione come il paradiso terrestre.
Qualcuno era comunicatore perché il suo blog non lo commentava nessuno.
Qualcuno era comunicatore perché aveva avuto un’educazione senza internet.
Qualcuno era comunicatore perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche… lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunicatore perché la storia è un esame da soli 6 crediti.
Qualcuno era comunicatore perché gliel’avevano detto…
Qualcuno era comunicatore perché non gli avevano detto di Cortelazzo…
Qualcuno era comunicatore perché prima aveva fatto il liceo classico.
Qualcuno era comunicatore perché aveva capito che con gli esami poteva andare piano ma lontano.
Qualcuno era comunicatore perché Allievi era un bravo professore.
Qualcuno era comunicatore perché era bravo a studiare, ma non gli andava proprio di impegnarsi.
Qualcuno era comunicatore perché beveva lo spritz e vomitava ai mercoledì padovani.
Qualcuno era comunicatore perché era così idiota che aveva bisogno di qualcuno che lo facesse sentire a casa.
Qualcuno era comunicatore perché era talmente affascinato dai disoccupati che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunicatore perché non ne poteva più di fare il disoccupato.
Qualcuno era comunicatore perché gli esami, la laurea, il lavoro… facile no?
Qualcuno era comunicatore perché il contratto a tempo indeterminato, oggi no… domani forse, ma dopodomani… sicuramente!
Qualcuno era comunicatore perché: viva Hitchcock, viva Spielberg, viva Quentin Tarantino!
Qualcuno era comunicatore per fare rabbia ai suoi professori delle superiori.
Qualcuno era comunicatore perché guardava sempre la7.
Qualcuno era comunicatore per moda, qualcuno per la figa, qualcuno per il cazzo, sì…
Qualcuno era comunicatore perché voleva fare il curriculum in Comunicazione pubblica e fare l’impiegato statale.
Qualcuno era comunicatore perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
Qualcuno era comunicatore perché aveva scambiato SdC per un corso serio.
Qualcuno era comunicatore perché era convinto di avere dietro di sé il papà che gli parava il culo in ogni caso.
Qualcuno era comunicatore perché era più comunicatore degli altri.
Qualcuno era comunicatore perché c’era il grande corso in SdC della facoltà di Lettere a Padova.
Qualcuno era comunicatore nonostante ci fosse il grande corso in SdC della facoltà di Lettere a Padova.
Qualcuno era comunicatore perché non c’era niente di meglio.
Qualcuno era comunicatore perché abbiamo il peggior corso di Discipline d’Arte Musica e Spettacolo d’Europa!
Qualcuno era comunicatore perché la televisione peggio che da noi solo l’Uganda.
Qualcuno era comunicatore perché non ne poteva più di 40 anni di giornalismo viscido e ruffiano.
Qualcuno era comunicatore perché Daniele Luttazzi, Biagi, Michele Santoro, la Guzzanti ecc, ecc, ecc…
Qualcuno era comunicatore perché chi era coglione era comunicatore.
Qualcuno era comunicatore perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare informazione…
Qualcuno, qualcuno credeva di essere comunicatore e forse era qualcos’altro.
Qualcuno era comunicatore perché sognava una televisione diversa da quella americana.
Qualcuno era comunicatore perché pensava di poter comunicare liberamente, solo se potevano farlo anche gli altri.
Qualcuno era comunicatore perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo.
Perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di un’aula diversa. Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno.
Era solo uno slancio, un desiderio di cambiare gli orari, di cambiare la vita..
Qualcuno era comunicatore perché con accanto questa voglia uno era come più di se stesso, era come due persone in una.
Da una parte la personale fatica di non addormentarsi a seguire i corsi in aula A… dall’altra il senso di appartenenza ad un gruppo che voleva spiccare il volo, per cambiare veramente SdC.
No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano superato il test di ammissione, senza essere capaci di far un cazzo, come dei paraculo.
E ora? Anche ora ci si sente come divisi in due gruppi: da una parte i pirla che prendono sempre trenta agli esami, imparando tutto a memoria, come dei pappagalli ipotetici, e dall’altra i gabbiani, senza più neanche l’intenzione di laurearsi, perché ormai erano andati fuori corso.
Due miserie in un corso solo.
Daniele Luttazzi ha annullato l’alteprima dello spettacolo Sesso con Luttazzi che si doveva tenere il 16 gennaio a Conegliano in provincia di Treviso. Avrà avuto paura della meningite.
Sulla chiusura di Decameron.
Finalmente, ho pensato: è arrivata la7. Sembra libera, sembra buona. Ok, ci sono delle teste di cazzo ma appunto per quello è libera.
Arriva Chiambretti: “Figata! Anche se è in terza serata va bene.”
Poi va via e da gennaio pare ritorni. Troppo tardi per La7, dico io, dopo questa figura pessima.
Arriva Crozza: “Figata! Maurizio Crozza, lo seguo da sempre: in una tv come La7 non le manderà certo a dire.”
Invece dopo un po’ Crozza si rammollisce e si autocensura.
C’è Piroso come direttore del Tg: “Cazzo, dai, è proprio un figo! Si è licenziato da Panorama perché non gli lasciavano scrivere quello che voleva.”
Anche lui poi dopo un po’ si lascia andare a programmetti…
Arriva Luttazzi: “Beh dai, almeno c’è Daniele, cazzo, dopo anni che non lo vedo in Tv!. Doppia e tripla figata! La7 infondo è una tv ancora fuori dalle logiche del potere.”
Lo censurano non adducendo motivazioni plausibili… anche se fossero plausibili, una censura non è comunque giustificabile.
Che vergogna, e pensare che La7 era l’unico motivo per il quale guardavo ancora sporadicamente un po’ di televisione.
Non la meritiamo la gente come Daniele Luttazzi, questa è la verità. Meritiamo solo gente del cazzo, perché abbiamo fatto diventare noi questo Stato uno Stato del cazzo. Se l’avessero fatto in un paese veramente con le palle all’indomani mattina sarebbe scoppiato il putiferio. Qui invece non cambierà un cazzo come al solito.
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Tempo e letture incerte.
Un periodo così, questo. Tra sforzi disumani per guadagnare soldi, e momenti di lettura e piacere. Questi gli ultimi tre, con molta sofferenza:
- Io, robot di Isaac Asimov
- Barracuda di Daniele Luttazzi
- Cosmico di Daniele Luttazzi
Chissà i prossimi? Speriamo almeno si salvino.
Ormai è diventata una droga.
Questi, gli ultimi tre libri, ed è solamente l’inizio. Quella biblioteca mi affascina sempre più e non tanto per l’atmosfera ed il silenzio che non riesco a trovare da altre parti se non il parco cittadino, con le ovvie conseguenze, ossia che mi chiedano i documenti. Soprattutto è caro a me il fatto che tu non debba pagare per la cultura, esattamente così come dovrebbe essere sempre e ovunque.
- Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello
- Teatro. Rettili & roditori. Scene da un adulterio di Daniele luttazzi
- C.r.a.m.p.o. di Daniele Luttazzi



