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Ecco il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, la quale ha messo a punto il disegno di legge contro la prostituzione, giusto ieri approvato dal Consiglio dei ministri.
Quello che vi chiediamo qui, ora, è di scrivere nei commenti se è più troia una prostituta o la Carfagna. Al termine delle votazioni, si decreterà se è vera la voce che gira, ossia che la ministra vuole avere le strade sgombre per non avere concorrenza.
Se io fossi un giornalista, ma nessuna testata registrata ancora mi contatta per chiedermi una collaborazione che sarei ben lieto di intraprendere, e se dovessi intervistare il nostro attuale Duce, farei a lui delle domande vere. Alcune tra queste sarebbero:
1. Cavalier Berlusconi… questa è una domanda che milioni di italiani
vorrebbero farle, e che io in nome loro mi ritrovo qui umilmente a rivolgerle: dove ha trovato i soldi?
2. Lei che è stato iscritto alla Loggia massonica P2 che voleva sovvertire l’assetto socio-politico-istituzionale dell’Italia, col numero di tessera 1816, e che poi successivamente è stato condannato per falsa testimonianza (questo perché, ricordiamolo, ha detto allora, e cito testuali parole: “Io non ho mai fatto parte della P2. E comunque, stando alle sentenze dei tribunali della Repubblica, essere piduista non e’ un titolo di demerito”), mi saprà certo rispondere. Come si stava nella P2? Voglio dire, giocavate a carte e cose del genere? Vi vestivate con quei buffi corpicapi che vediamo nei film?
3. Cavaliere, lei per caso non è che è stato tra i mandanti a volto coperto delle stragi in cui sono morti i giudici Falcone e Borsellino? Sa, girano certe voci, certe maldicenze che non le dico… il processo suo è stato archiviato ma noi crediamo che, insomma, lei sia un mariuolo di quelli tosti.
4. Dall’insediamento del suo ultimo governo, fatto di menzogne e leggi anticostituzionali tra cui Napoli ripulita dai rifiuti, immunità per le alte cariche dello stato, Rete4 che continua a trasmettere illegalmente, Alitalia che farà una pessima fine, in molti italiani vorrebbero svitarle il cranio e cagarle in gola, lei crede che siano tutti dei comunisti?
5. Lei trova giusto che un condannato in via definitiva possa sedere in parlamento, o addirittura fare il presidente del consiglio?
5. Quante stronzate mi ha detto durante questa intervista?
A chi subito fa il paragone con Youtube, taglio le gambe dicendo che non c’entra un cazzo. Youtube è quanto di più generalista ci possa essere in materia di video sharing. Youtube sta al generalismo come Italia Uno sta alle cazzate. Ma almeno Youtube non censura, non rincoglinisce e non mostra solo tette e culi.
Insomma, Vimeo è specializzato. E’ questo il futuro. Le radio, le Tv e anche i portali internet: bisogna specializzarsi. E i ragazzi di Vimeo l’hanno fatto benone: infatti qui troverete per la quasi totalità video girati dagli stessi utenti. E’ insomma un raccoglitore gigante di cortometraggi e clip musicali realizzati dalle persone che vogliono publicizzarli alla gente per avere del feedback e dei consigli.
Come cosa ottima, ci sono i canali, nei quali c’è ancora più specializzazione poiché trattano video dello stesso argomento. Molto bello è il canale Student Films il quale raccoglie corti e produzioni fatte come progetti scolastici dai ragazzi di scuole superiori e università. Dategli un’occhiata e iniziate anche voi a specializzarvi.
Stilo questa piccola guida di sopravvivenza per la gente che sta nelle community. Si tratta di poche semplici regole per evitare incontri sgraditi e cercare di trovare gente valida.
1. Non parlare con persone che hanno una K nel nick, ammenoché non sia un nome proprio.
2. Non parlare con persone che hanno il nick che finisce con “ina”, ammenoché non sia un nome proprio.
3. Non parlare con persone che hanno come avatar immagini carine di cani, gatti e vari pupazzetti del cazzo.
4. Non parlare con persone al di sotto dei 18 anni, ammenoché siano ragazze mezze nude.
5. Non parlare con persone al di sopra dei 40 anni, dureranno ancora per poco.
6. Non parlare con ragazze che non hanno la foto, di solito sono cesse.
7. Non parlare con ragazze che hanno la foto ma sono visibilmente cesse.
8. Non parlare con ragazze che hanno la foto, sembrano carine ma si inquadrano solo dalle spalle in su, perché sono sicuramente cesse.
9. Non parlare con persone che usano più di tre puntini di sospensione.
10. Non parlare con persone che hanno nei loro blog troppe immagini.
11. Non parlare con persone che mettono la virgola e subito dopo un’altra parola, senza lo spazio.
12. Non parlare con i ragazzi se sei un ragazzo, i ragazzi delle community o sono nerd, o sono fighetti o sono filosofi spaccamaroni.
13. Come primo approccio a chi ti contatta, mandalo affanculo, poi chiedigli cosa voleva.
14. Non fare mai complimenti alle ragazze maiale, se non sono complimenti volgari*, altrimenti fai la figura del morto di figa.
15. Stai lontano dalle ragazze maiale ma stupide, non te la daranno mai. Sono le classiche “fighe di legno”.
16. Manda affanculo chi ti chiede foto dei tuoi piedi, ammenoché non lo faccia a pagamento.
17. Non iscriverti a Giovani.it. Se sei iscritto, cancellati.
18. Ricorda che Splinder è una community che ti dà tanta visibilità ma è “alla cazzo”. Sembra che come programmatori ci abbiano messo due ragazzini autistici.
19. Myspace fa cagare, ricordalo. E non è di moda avere un Myspace, è da sfigati. Se non sei un gruppo musicale che cazzo ti iscrivi a fare?
20. Sii te stesso, scrivi nel tuo blog con parolacce e bestemmie, lascia commenti cazzuti e disinteressati e farai strada.
21. Non parlare con nessuno che scrive in colorato.
* Possibili complimenti volgari da dire:
a. Che belle gambe, a che ora aprono?
b. Ma lo sai che mi ricordi quell’attrice che faceva porno con animali? Hai un cane per caso?
c. Sei proprio una vacca. Posso mungerti?
Scandalo per Berlusconi.
Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi trovato a letto con due veline. Goffo tentativo del premier di spacciarsi per il Gabibbo.
Come dice la Ursini: ricevo ed inoltro questo comunicato stampa che mi è arrivato.
Per le strade di Torino, fra ignari passanti, potrebbe celarsi il tuo predatore. Da lunedì 12 maggio nel capoluogo Piemontese 100 fra ragazze e ragazzi si nascondono e si cercano, si spiano e si evitano, attendono il momento giusto per sparare alla propria vittima con una pistola …ad acqua.
Dopo New York, Vancouver, San Francisco, Los Angeles, Londra, Barcellona e Parigi anche a Torino arriva la streetwar!
Il gioco si ispira al film “La decima vittima” di E. Petri con Marcello Mastroianni. Agli iscritti verrà consegnato un kit con all’interno il nome, la foto e le abitudini della propria preda: scopo del gioco è colpire con pistole ad acqua le proprie vittime evitando gli attentati del proprio killer.
L’area di gioco comprende praticamente l’intera città, esclusi naturalmente abitazioni, luoghi di lavoro, locali pubblici e di culto. Come su un set, sei protagonista di un thriller mozzafiato, e vincerai un premio se riuscirai a sopravvivere eliminando gli altri concorrenti.
Un torneo di 3 settimane giocato 24 ore su 24, ulteriori informazioni si possono trovare sul sito ufficiale: http://www.torinospy.com
La novità oltreoceano spopola: si susseguono racconti on-line,ci si scambiano consigli su come intrappolare il proprio obiettivo, si studiano nuove armi e ci si ingegna per elaborare fatali tattiche.
Leggende metropolitane narrano di incredibili agguati, di amori nati sotto spruzzi d’acqua e di epici racconti.
Un gioco che riempirà le giornate dei torinesi di avventura e suspense.
Oggi giorno, specie in un paese come l’Italia, se non hai un avvocato o non sei tu stesso del mestiere, sei praticamente non tutelato. E prendiamocene uno, direte voi. Ma qual è il problema vero? Semplicemente che un avvocato costa, e prima di poter ricorrere a lui bisogna sapere se c’è l’effettivo bisogno. E quindi a chi chiedere, da chi farsi consigliare? Oggi
c’è un nuovo servizio online, rapidissimo ed efficiente che permette di poter porre quesiti a degli avvocati iscritti all’albo, i quali in un tempo medio di tre ore dall’inoltro della domanda, provvederanno, via mail a formirti di tutte le risposte di cui avete bisogno! Se vostro marito vi tradisce e volete il divorzio, se il vostro vicino di casa sconfina col suo
orticello, se avete ricevuto un danno alla vostra immagine e volete avvalervi di un vostro preciso diritto, allora contattate gli Avvocati Associati Online, avranno la risposta adatta a voi direttamente nella vostra casella di posta!
Consigli per i blogger.
Scrivete su ciò che vi piace, non su ciò che pensate piaccia a chi vi legge.
Il momento dei racconti.
L’ho scritto un anno e mezzo fa, e lo ripropongo, poiché mi aggrada assai.
Titolo: Un trentuno com’è giusto che sia.
Autore: Mateo Cili
Mancavano una manciata di gradi a quelle maledette lancette per sovrapporsi, ed io ero in cerca di qualcosa che riempisse il vuoto di quella notte.
Fin da piccolo è stata sempre tradizione passare il capodanno a casa, a fare una grande cena a base di piatti tipici. Ma ormai sono anni che non ci riuniamo tutti insieme; il tempo passa, e le persone crescono, la famiglia si divide per crearne altre. Così vanno le cose, non posso biasimare nessuno. Solo il più piccolo resta sempre ancorato alle tradizioni più a lungo degli altri. Me lo dicevano sempre: “Meglio merda, che piccolo”. Ma la natura ha scelto così, e va bene.
Dopo molto vagabondare, un’insegna nella notte mi ricorda che la nostra casa non deve per forza essere raffigurata come nell’immaginario collettivo, per cui spingo ed entro.
“J., fammi qualcosa di pesante, ho voglia di bere stasera”, dissi dopo essermi sistemato nelle scomode sedie sul bancone, ed aver salutato con un movimento stanco degli occhi il mio fidato consigliere. Poca gente, lì dentro, è solo per persone in gamba, dopo tutto.
“Ti pensavo in casa a dormire, caro. Strano averti qui. Ti faccio un Angelo azzurro, spero lo gradirai”.
“Non credo negli angeli; ma credo in te, J. La verità è che non riuscivo a dormire, con quel casino che facevano quei cazzo di petardi. L’inconveniente di avere vicini di casa ancora lattanti.
Ma tu, perchè sei ancora qui? Non vai a festeggiare con la famiglia questo cazzo di nuovo anno?”
“Io ci credo, negli angeli, ragazzo, per quello sto ancora qui” - disse guardando verso il tavolo all’angolo del locale.
Mi girai d’istinto. Quando J. fissa gli occhi in quel modo può significare solamente due cose: o sta per iniziare una rissa perchè Julius è arrivato ubriaco da chissàddove, oppure c’è una donzella dalle parvenze paradisiache che ostenta la sua naturale bellezza tra i tavoli intrinsi di malto. La faccia da schiaffi di quell’ubriacone non si vedeva ancora, stranamente; in compenso c’erano delle mani che si muovevano a ritmo del chillout soffuso che J. ed io amavamo tanto. Era d’un biondo anonimo; il suo forte erano gli occhi ed il sorriso. Ammaliava, pure senza ali.
Avrei voluto stringere quell’angelo tra le mani, ma mi accontentai solo del bicchiere, e mandai giù un sorso amaro.
“Cazzo, Jeremy, t’è caduta la bottiglia di gin dentro? E poi ci va il cointreau, e non lo sento per il cazzo.” Non ho mai visto J. sbagliare i dosaggi d’un cocktail, temevo fosse sotto l’effetto di qualche sostanza.
“A volte se non ci fossi tu a ricordarmi per cosa sta quella J, credo mi scorderei il mio nome intero, Dan”. disse riponendo le bottiglie sullo scaffale.
“E’ a questo che servono gli amici, J. Comunque non mi hai risposto. Che razza di Angelo azzurro è questo?”
J. che si fida più del suo gusto che della sua memoria, prese e mandò giù un filo di quel cocktail mutante. Poi gli occhi si illuminarono.
“Ho capito, porca merda. Ho capito tutto” - disse subito dopo - “Quel coglione di Julius mi ha fottuto. Ha svuotato la bottiglia di cointreau riempiendola di gin dall’altra: ecco perchè manca; se lo sarà bevuto tutto di nascosto.
Nemmeno il tempo di spiegarmi il modo in cui lo avrebbe sbudellato con un pezzo di bicchiere rotto, e il campanellino sulla porta decretò l’entrata di Mister testa di cazzo.
“Ciao, amici miei!”
Julius, sporco immigrato dell’est. Trentun’anni buttati al vento, di cui venti annegati nell’alcool. L’irriducibile, il vero. Un rompicoglioni come lui te lo scrolli di dosso solo se cammini sul suo cadavere o nel caso vada in coma etilico. Giacca e cravatta, oggi, ma la solita espressione da idiota.
Barcollava, con in mano un contenitore di plastica bianco. Lo avvicinò alla bocca per prendere un sorso, poi continuò ad avvicinarsi.
“Julius, brutto figlio di puttana. Che cazzo ne hai fatto del mio Cointreau?” - gli gridò J. senza tanti complimenti.
“Calmati, calmati J. L’ho preso in prestito, poi dopo te lo ripago, stai tranquillo” - balbettò lui sistemandosi la cravatta.
“Ehi, Julius, ma cosa ci fai con il contenitore del detergente per i pavimenti? Non mi dire che ci hai lasciato dentro ancora il Cif prima di riempirlo” - gli dissi sorridendo sotto i baffi.
“Oh, ma ciao, caro Dan!” - sorrise con i denti marci - “Eheh, purtroppo non ho avuto il tempo di sciacquarlo…”
Una risata all’unisono colpì me e J., mentre Julius continuava a mostrarci la sua bellissima carie.
Improvvisamente una ventata fredda arrivò dalla porta, era appena entrato un tipo losco, e con lui i mille decibel della sua voce del cazzo che sbraitava qualcosa contro il nostro angelo. In un attimo le strinse il braccio continuando a gridare cose in una lingua incomprensibile. Non era serbo, nè albanese, o greco.
“Julius, te che sei un Rumeno del cazzo, sai cosa sta dicendo quel coglione?” - gli dissi.
“Beh, Dan… rumeno è rumeno, eh” - rispose lui tentando di concentrarsi - “però non sono sicuro; o le sta dicendo ‘Troia, perchè cazzo non sei al lavoro stanotte? Per te la festa non esiste, brutta figlia di puttana. Io ti ammazzo i fratelli.’, oppure le sta chiedendo indicazioni per raggiungere il centro della città perchè la sua macchina l’ha lasciato a piedi. Sai, sono un po’ ubriaco quest’oggi, non capisco bene…”
“Cazzo, J., dobbiamo aiutare quel pover’uomo, andiamo a vedere cos’ha la sua vettura” - dissi scagliandomi contro con la bottiglia del gin.
J. mi raggiunse dopo un salto del bancone, mentre Julius nella confusione ne approfittava per arraffare la vodka.
Dopo un po’ il rumore divenne assordante, e capimmo che il Trentun Dicembre si era concluso, ed allora alzammo i calici al cielo. Attorno al tavolo c’eravamo io, Jeremy, Julius ed il nostro angelo: Adriana Rumescu di ventuno anni nata e cresciuta a Brasov. Lei rideva ad ogni cosa che Julius nella sua lingua del cazzo le diceva, e quando chiedevamo di tradurre anche a noi loro facevano i sorrisini dicendo “Nimic, nimic!” Bastardi. Che cazzo vuol dire Nimic?
E’ questa, la vera famiglia.
Fuori c’era una macchina con il cofano sporco di sangue, ed uno stronzo poco distante.
Tutto questo, al primo, gennaio, 2006.
Largo ai giovani.
I vecchietti non fanno che ripeterlo quando li si incrocia per strada. E così col solito sorrisino d’intesa facciamo capire loro quanto abbiano ragione. Perché il problema vero sta nel fatto che i vecchi, per quanto possano esser longevi, soprattutto nella penisola italica, dovrebbero lasciare alle nuove leve le responsabilità che non competono più loro.
Voglio dire, prendere decisioni a 70 anni, soprattutto a lungo termine, intendo, in nome e per conto di milioni di altri che hanno sì e no la metà dei tuoi anni, quindi ancora una vita davanti, non è una cosa tanto intelligente e giusta. Come non sono tanto intelligenti quelli che permettono a questi vecchietti di poterlo fare. I vecchi dovrebbero fare i nonni, dunque consigliare, non comandare. Con buona pace di tutti noi giovani qui.



