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Oggi 5 Ottobre 2008 dalle 8 alle 21 si vota il referendum contro la base americana all’aereoporto Dal Molin di Vicenza. Sono invitati tutti i residenti del comune di Vicenza ad andare a votare nei punti di raccolta disseminati per il territorio.
Ecco la mappa dei seggi!
Ricordatevi che come al solito i referendum sono fatti alla cazzo, quindi per dire NO alla base, bisogna votare SI’ al referendum. Per spiegarvelo meglio vi allego il testo:
«È lei favorevole alla adozione da parte del Consiglio comunale di
Vicenza, nella sua funzione di organo di indirizzo politico
amministrativo, di una deliberazione per l’avvio del procedimento di
acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione,
dell’area aeroportuale Dal Molin – ove è prevista la realizzazione di
una base militare statunitense – da destinare ad usi di interesse
collettivo salvaguardando l’integrità ambientale del sito?»
Domenica 5 ottobre, vota Sì per dire No alla nuova base militare al Dal Molin.
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Il regista celebre per i suoi documentari Fahrenheit 9/11, Bowling for Columbine, e Sicko ne ha fatta un’altra delle sue. Questa volta prendendo di mira le imminenti elezioni americane, contese da Barack Obama e John McCain.
Il documentario, chiamato Slacker Uprising, che in Italiano suona più o meno come “La rivolta dei fannulloni”, ripercorre le tappe che Moore ha percorso in 40 città statunitensi per convincere i “slackers” (le persone che decidono di non votare, perloppiù i giovani), ad esercitare il proprio diritto per fare dell’America un posto migliore, decidendo la fine di questi 8 anni di dittatura repubblicana.
Il film è scaricabile solamente per i residenti negli Stati Uniti o in Canada, ma son convinto che se cercate su Emule troverete un bel po’ di fonti dalle quali procurarvi anche voi la vostra copia. Perché lo scopo è proprio questo: diffondere il documentario a quanta più gente possibile, perché sappiano, si rendano conto di quello che sta succedendo. Diffondete anche voi.
Il link al sito ufficiale è: http://slackeruprising.com
Ed ecco qui il trailer:
Michael Moore’s Slacker Uprising - Trailer
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Fossi un cittadino americano, non voterei mai per qualcuno che dice che la guerra in Iraq è stata voluta da Dio. E’ da psicopatici, oltre che ignoranti. Lo sanno tutti che Dio non esiste.
“Americani, abbiamo alzato le tasse per volere di Dio!” Ma andiamo, siamo seri. Ah no, ma siamo in America, l’america ama le balle. Ricordate nei vecchi film western le balle di arbusti che rotolavano col vento? Ecco, gli americani sono così, camminano in mezzo alle balle e ne sono contenti, fieri. E’ il caso di dire che sono proprio orgoglioni.
Comunque, come dicevo tempo addietro, dato che l’America è il primo paese al mondo e dalle sorti sue dipendono anche le nostre, e dalle decisioni sue anche il nostro futuro, dovremmo averlo anche noi il diritto di voto per il presidente, no?
Adesso vi farò vedere un bel film. Ovviamente alcuni di voi queste cose le sanno già (come no), altri invece non se le immaginano neanche. Ma non ve ne faccio una colpa: l’ignoranza è un bene, l’ho sempre sostenuto anch’io. Ovvio che preferite guardare l’Incredibile Hulk che cose più serie. Si rifugge dalle responsabilità, e dalla consapevolezza.
Solo che io non riesco a capire il perché di queste cose. Così assurde da risultare irreali. E quindi do ancor meno importanza al significato dell’esistenza umana. E sono qui con le mie due birre fresche, perché contro le scelleratezze del mondo un uomo onesto si difende bevendo.Non può fare altro, la gente non gli crederebbe se raccontasse, perché la gente, giustamente, preferisce rimanere ignorante.
Non ha senso niente, a volte preferirei non sapere. Fare l’amore, farmi una canna e fregarmene del resto.
Se avete due orette in cui volete sapere la verità sul mondo, guardate questo film. Altrimenti, e forse è meglio, guardatevi un bel porno.
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In Italia come massimo in fatto di satira abbiamo Daniele Luttazzi, questo non v’è dubbio. L’America invece è un discorso a parte, è più avanti da questo punto di vista, sta di fatto che ha sfornato un’altra meraviglia della satira che risponde al nome di Bill Hicks.
Bill era un ragazzo qualunque che obbligato dai genitori a frequentare catechismo, capì quante stronzate si celassero dietro la fede. Fu anche questo a contribuire alla sua formazione come autore satirico. Come tutti i grandi, iniziò a drogarsi non appena ne ebbe il tempo e i soldi: di tutto pare, dall’LSD alla coca passando per le metanfetamine. Ma la causa della sua morte non furono le droghe, ma il cancro, che lo portò via a soli 33 anni, lasciandoci a mio avviso ben poco di tutto quello che avrebbe potuto fare.
Insomma, David Letterman lo invitava un sacco di volte ai propri show, tanto era bravo. Poi incise albim parlati e musicati, un po’ come Daniele Luttazzi che ci delizia con quelle perle di Money for Dope e School id Boring.
Se volete la sua biografia andate su Wikipedia, per me parlare della sua vita è più una presentazione per il suo lavoro, che vedete qui in basso. Si tratta dello speciale “One night stand”, diviso in tre parti e sottotitolato in italiano. Guardarlo significa accorgersi di quanto siamo indietro anni luce rispetto all’America e alla loro mentalità in materia.
Questa in pochi la capiranno. Il massimo sarebbe essere appassionati di Gaber ed iscritti al corso di Scienze della Comunicazione a Padova. Ma eccola qui.
No… no, non è vero, io dei numeri del Loggione non ho niente da rimproverarmi… non mi sembra di aver detto delle cose gravi.
La mia vita? Una vita normale: rubo, picchio i bambini… Non ho ancora ammazzato nessuno, figuriamoci… qualche bestemmia, ma è normale… no?
Lavoro, frequento poco, ma pago le tasse d‘iscrizione… non mi sembra di avere delle colpe. Non ho dato nemmeno l’esame della Sorba, per dire…
Ah… voi parlavate di prima? Ma prima mi sono comportato come tutti…
Cosa portavo con me? Sì, macchina digitale, il lettore mp3, il cellulare… Perché, non va bene? È comodo.
Cosa cantavo? Questa poi. Volete sapere cosa cantavo? Ma sì certo, anche intercalari popolari, sì… bestemmie.
Devo parlar più forte? Sì! BESTEMMIE! Sì: Dio l’ho bestemmiato, e anche la Madonna… però in coro, eh!
Sì, quello sì, lo ammetto, ho visto anch’io Germano Mosconi.
Come, se in camera ho delle foto? Che discorsi… certo, Audrey Hepburn, Shirley MacLane… Certo, poster? Non mi pare… forse uno, non a colori però, in bianco e nero: Orson Welles.
No, quello No. Io il clero non l’ho mai insultato. Mai… beh, una volta, ma… i cardinali. Giusto un paio.
Come, se ero comunicatore? Mi piacciono le domande dirette. Volete sapere se ero comunicatore? No no, finalmente. E giusto chiarirle queste cose, una volta per tutte. Oh! Se ero comunicatore…
Mah… in che senso? No, voglio dire…
Qualcuno era comunicatore perché era nato a Padova…
Qualcuno era comunicatore perché il compagno di classe, il cugino, il vicino di casa… la morosa no!
Qualcuno era comunicatore perché vedeva Italia 1 come una promessa, Canale 5 come una poesia, la comunicazione come il paradiso terrestre.
Qualcuno era comunicatore perché il suo blog non lo commentava nessuno.
Qualcuno era comunicatore perché aveva avuto un’educazione senza internet.
Qualcuno era comunicatore perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche… lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunicatore perché la storia è un esame da soli 6 crediti.
Qualcuno era comunicatore perché gliel’avevano detto…
Qualcuno era comunicatore perché non gli avevano detto di Cortelazzo…
Qualcuno era comunicatore perché prima aveva fatto il liceo classico.
Qualcuno era comunicatore perché aveva capito che con gli esami poteva andare piano ma lontano.
Qualcuno era comunicatore perché Allievi era un bravo professore.
Qualcuno era comunicatore perché era bravo a studiare, ma non gli andava proprio di impegnarsi.
Qualcuno era comunicatore perché beveva lo spritz e vomitava ai mercoledì padovani.
Qualcuno era comunicatore perché era così idiota che aveva bisogno di qualcuno che lo facesse sentire a casa.
Qualcuno era comunicatore perché era talmente affascinato dai disoccupati che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunicatore perché non ne poteva più di fare il disoccupato.
Qualcuno era comunicatore perché gli esami, la laurea, il lavoro… facile no?
Qualcuno era comunicatore perché il contratto a tempo indeterminato, oggi no… domani forse, ma dopodomani… sicuramente!
Qualcuno era comunicatore perché: viva Hitchcock, viva Spielberg, viva Quentin Tarantino!
Qualcuno era comunicatore per fare rabbia ai suoi professori delle superiori.
Qualcuno era comunicatore perché guardava sempre la7.
Qualcuno era comunicatore per moda, qualcuno per la figa, qualcuno per il cazzo, sì…
Qualcuno era comunicatore perché voleva fare il curriculum in Comunicazione pubblica e fare l’impiegato statale.
Qualcuno era comunicatore perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
Qualcuno era comunicatore perché aveva scambiato SdC per un corso serio.
Qualcuno era comunicatore perché era convinto di avere dietro di sé il papà che gli parava il culo in ogni caso.
Qualcuno era comunicatore perché era più comunicatore degli altri.
Qualcuno era comunicatore perché c’era il grande corso in SdC della facoltà di Lettere a Padova.
Qualcuno era comunicatore nonostante ci fosse il grande corso in SdC della facoltà di Lettere a Padova.
Qualcuno era comunicatore perché non c’era niente di meglio.
Qualcuno era comunicatore perché abbiamo il peggior corso di Discipline d’Arte Musica e Spettacolo d’Europa!
Qualcuno era comunicatore perché la televisione peggio che da noi solo l’Uganda.
Qualcuno era comunicatore perché non ne poteva più di 40 anni di giornalismo viscido e ruffiano.
Qualcuno era comunicatore perché Daniele Luttazzi, Biagi, Michele Santoro, la Guzzanti ecc, ecc, ecc…
Qualcuno era comunicatore perché chi era coglione era comunicatore.
Qualcuno era comunicatore perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare informazione…
Qualcuno, qualcuno credeva di essere comunicatore e forse era qualcos’altro.
Qualcuno era comunicatore perché sognava una televisione diversa da quella americana.
Qualcuno era comunicatore perché pensava di poter comunicare liberamente, solo se potevano farlo anche gli altri.
Qualcuno era comunicatore perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo.
Perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di un’aula diversa. Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno.
Era solo uno slancio, un desiderio di cambiare gli orari, di cambiare la vita..
Qualcuno era comunicatore perché con accanto questa voglia uno era come più di se stesso, era come due persone in una.
Da una parte la personale fatica di non addormentarsi a seguire i corsi in aula A… dall’altra il senso di appartenenza ad un gruppo che voleva spiccare il volo, per cambiare veramente SdC.
No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano superato il test di ammissione, senza essere capaci di far un cazzo, come dei paraculo.
E ora? Anche ora ci si sente come divisi in due gruppi: da una parte i pirla che prendono sempre trenta agli esami, imparando tutto a memoria, come dei pappagalli ipotetici, e dall’altra i gabbiani, senza più neanche l’intenzione di laurearsi, perché ormai erano andati fuori corso.
Due miserie in un corso solo.
Notizia Ansa: Il petrolio ha raggiunto quota 100 dollari a barile. Di questo gli americani sono contenti. Quando ne hanno intervistato uno, questo ha risposto: “Finalmente, ero stanco di tutte le monetine che mi davano di resto. Ora finalmente è prezzo pieno”.
Notizia Ansa: la camera dei Rappresentanti americana ha approvato la legge per l’assistenza medica gratuita ai bimbi poveri. I bimbi sono contenti, come pure Bush, che ha dichiarato: se muoiono già ora non possiamo mandarli a combattere le guerre una volta cresciuti.
Il 15 dicembre 2007 alle 14.00 davanti al piazzale della Stazione dei treni di Vicenza, partirà il corteo della manifestazione europea contro la costruzione della nuova base americana nella provincia berica. Per un futuro senza basi di guerra. E voi che non vivete a Vicenza non avete idea della grandezza della base che verrà costruita se non facciamo qualcosa. Sarà grande come il culo di Giuliano Ferrara, rendo l’idea?
Per questo che tantissime persone da tutta Europa si riuniranno sabato a Vicenza per manifestare in modo pacifico contro tutti i missili del cazzo che vogliono infilarci in culo. Non so voi, ma a me di venire inculato non passa nemmeno per il cervello. Quindi tutti a Vicenza, che per almeno un giorno all’anno sarà colorata e con gente calorosa che sa quel che vuole. Venite, portate i vostri amici e vi renderete conto di quanta disinformazione ci sia da parte dei media, e di quanta gente che è contraria a questo sopruso.
Per maggiori informazioni andate su www.nodalmolin.it.

Aggiornamento: una mia amica di Milano, della redazione di 24 minuti, il giornale freepress edito da Il sole 24ore, ha fatto un articoletto sulla faccenda, consultabile qui. Sopra comunque il trafiletto, piccolo ma importante.
Ansa: Michele Catalano, affiliato al clan Lo Piccolo, e’ stato arrestato a Palermo mentre guardava la fiction ‘Il capo dei capi’.
Appena l’hanno saputo, in America stanno iniziando le riprese della fiction su Bin Laden.



