Archivio per la categoria 'Informazioni'

E’ natale e tutto tace,
c’è qualcosa sulla brace,
non è pollo nè tacchino,
porco dio, è gesu bambino!

Dovevo fare la battuta ma la notizia fa ridere da sè.

Il 15 dicembre 2007 alle 14.00 davanti al piazzale della Stazione dei treni di Vicenza, partirà il corteo della manifestazione europea contro la costruzione della nuova base americana nella provincia berica. Per un futuro senza basi di guerra. E voi che non vivete a Vicenza non avete idea della grandezza della base che verrà costruita se non facciamo qualcosa. Sarà grande come il culo di Giuliano Ferrara, rendo l’idea?

Per questo che tantissime persone da tutta Europa si riuniranno sabato a Vicenza per manifestare in modo pacifico contro tutti i missili del cazzo che vogliono infilarci in culo. Non so voi, ma a me di venire inculato non passa nemmeno per il cervello. Quindi tutti a Vicenza, che per almeno un giorno all’anno sarà colorata e con gente calorosa che sa quel che vuole. Venite, portate i vostri amici e vi renderete conto di quanta disinformazione ci sia da parte dei media, e di quanta gente che è contraria a questo sopruso.

Per maggiori informazioni andate su www.nodalmolin.it.


Aggiornamento: una mia amica di Milano, della redazione di 24 minuti, il giornale freepress edito da Il sole 24ore, ha fatto un articoletto sulla faccenda, consultabile qui. Sopra comunque il trafiletto, piccolo ma importante.

Finalmente, ho pensato: è arrivata la7. Sembra libera, sembra buona. Ok, ci sono delle teste di cazzo ma appunto per quello è libera.

Arriva Chiambretti: “Figata! Anche se è in terza serata va bene.”
Poi va via e da gennaio pare ritorni. Troppo tardi per La7, dico io, dopo questa figura pessima.

Arriva Crozza: “Figata! Maurizio Crozza, lo seguo da sempre: in una tv come La7 non le manderà certo a dire.”
Invece dopo un po’ Crozza si rammollisce e si autocensura.

C’è Piroso come direttore del Tg: “Cazzo, dai, è proprio un figo! Si è licenziato da Panorama perché non gli lasciavano scrivere quello che voleva.”
Anche lui poi dopo un po’ si lascia andare a programmetti…

Arriva Luttazzi: “Beh dai, almeno c’è Daniele, cazzo, dopo anni che non lo vedo in Tv!. Doppia e tripla figata! La7 infondo è una tv ancora fuori dalle logiche del potere.”
Lo censurano non adducendo motivazioni plausibili… anche se fossero plausibili, una censura non è comunque giustificabile.

Che vergogna, e pensare che La7 era l’unico motivo per il quale guardavo ancora sporadicamente un po’ di televisione.

Non la meritiamo la gente come Daniele Luttazzi, questa è la verità. Meritiamo solo gente del cazzo, perché abbiamo fatto diventare noi questo Stato uno Stato del cazzo. Se l’avessero fatto in un paese veramente con le palle all’indomani mattina sarebbe scoppiato il putiferio. Qui invece non cambierà un cazzo come al solito.

12 Dic

Versione 2.0

Il sito si rinnova, con un occhio al risparmio energetico. Siamo un po’ come Nerooogle. Se non sapete ancora cosa sia, fate l’ultima ricerca su Google.

In ogni caso si spera di aggiornare più spesso.

Ansa: Michele Catalano, affiliato al clan Lo Piccolo, e’ stato arrestato a Palermo mentre guardava la fiction ‘Il capo dei capi’.
Appena l’hanno saputo, in America stanno iniziando le riprese della fiction su Bin Laden.

Ebbene sì ragazzuoli, se riuscite a laurearvi e se avete bisogno di un papiro di laurea ve lo faccio più che volentieri, ormai questa cosa sta prendendo piede e in molti mi contattano.

Prezzo: solo 15 euro.
Tempi: due giorni lavorativi.

Rimarrete certamente soddisfatti, e notando anche gli altri miei disegni concorderete con me che questo è verità!
Quindi andate su: http://mateocili.blogspot.com per vederne alcuni!

Per contattarmi mandate una mail a kae-chan@libero.it con almeno una foto e la descrizione della persona e in due giorni avrete il vostro bel papiro da portare in copisteria.

Insomma, qui alla Facoltà di Lettere non brillano certo per intelligenza.
Però ora infieriscono, eh.

Storia del giornalismo: Lunedì, 12.30-14. 15
Teorie e tecniche dei nuovi Media: Lunedì, 12.30-14.15

Va bene io, che ho il dono dell’ubiquità, ma gli altri come faranno?

5 Ott

Restyling.

Impegnati a seguire attivamente i corsi del terzo anno, stiamo preparando il prossimo numero che cadrà ad un anno esatto dallo Zero. Tra le maggiori novità ci sarà il podcast video del Loggione: delle stronzate tali che nemmeno Borghezio.
State incollati.

Ecco l’articolo del Gazettino di sabato scorso, dopo la manifestazione a Vicenza, alla quale ovviamente anche il sottoscritto ha partecipato, contro la costruzione della nuova base americana al Dal Molin. Sono stato intervistato da una giovane giornalista che aveva studiato alla facoltà di Lettere a Padova. Ed ecco puntuale l’articolo del giorno dopo, e mi dedicano addirittura il titolo. Uao.

Studenti in fila, ma qualcuno si lamenta
«Troppo pochi, c’è chi se ne frega»

Di nuovo in piazza, con la stessa convinzione, anche se i numeri non erano quelli attesi e le bandiere stampate hanno spesso sostituito gli striscioni creativi fatti in casa. Uno dei fronti della mobilitazione che ha chiuso la tre giorni di protesta contro la base americana, ha coinvolto gli studenti delle superiori, tra i quali si è “infiltrato” anche qualche universitario e degli adulti. Erano circa cinquecento i giovani che si sono messi in marcia alla volta dell’aeroporto per supportare la nascita del “nuovo parco pubblico comunale”.
La manifestazione andata in scena ieri ha coinciso con il primo sabato dall’inizio della scuola, giorno in cui - a detta di molti - gli studenti sono difficilmente “governabili”: possibile dunque che di fronte alle alternative di partecipare alla protesta o di presentarsi sui banchi, non pochi abbiano scelto di restare direttamente a casa. «Ma - avverte Alvise Ferronato dei Giovani Comunisti - il movimento contro il Dal Molin non si è depotenziato. È corsa voce che questa fosse una manifestazione fatta per “bruciare”, ma non è così. Coloro che vi hanno partecipato sono tutti convinti delle loro idee. Anzi, in questa città e in noi studenti qualcosa si è svegliato da quando esiste il problema Dal Molin».
Gli studenti si sono dati appuntamento davanti al piazzale della stazione già prima delle previste 9.30. A dare man forte ai vicentini sono arrivate anche decine di giovani da Padova, Venezia e Milano. Alcuni padovani si sono resi protagonisti di un momento di attrito con il personale di Trenitalia: il treno delle 8.27 da Padova è rimasto bloccato nella città del Santo per alcuni minuti, perchè i manifestanti reclamavano un biglietto agevolato. Poco “colorato”, invece, il corredo coreografico del corteo studentesco, fatta eccezione per qualche tamburo, alcune bandiere e pochi striscioni, tutti privi di sigle, perchè «quella del Dal Molin è una questione di interesse traversale».
«Sono trascorsi quasi sette mesi dall’ultima grande mobilitazione e da allora - spiega Michele Carollo dell’Unione degli studenti di Vicenza - c’è più rabbia in noi, perchè non ci hanno ascoltati». Sulla stessa lunghezza d’onda è Giacomo Trevisan del Coordinamento studentesco, che fa anche notare: «Siamo riusciti a portare gente nuova, tanti studenti di prima superiore».
Motivazioni a parte, anche i numeri hanno il loro peso, come fa notare il vicentino Mateo Cili: «Mi aspettavo molti più ragazzi, tra i giovani c’è molto menefreghismo». Mischiata agli studenti c’era anche Maria Teresa di Vicenza, una mamma che ha accompagnato i figli, Alessandro 10 anni e Fabio 17: «Per loro è una gran bella esperienza, considerando che il clima della protesta è sempre stato pacifico». Come pacifico è stato l’arrivo a destinazione, dove gli studenti, da oltre la recinzione, hanno applaudito l’operazione di giardinaggio che ha visto i rappresentanti dei comitati No Dal Molin piantare decine di alberi.

Laura Pilastro

Il bello però è che quella frase io non ricordo di averla detta così, anzi. Avevo detto qualcosa come: “Mi aspettavo più persone ma evidentemente i giovanissimi delle scuole superiori non hanno ancora capito l’importanza di queste manifestazioni e le conseguenze che avrebbe la costruzione della nuova base a Vicenza.” E avevo anche parlato a lungo di altre cose importanti, dato che mi ha rivolto molte domande. Comunque sia, invece di scrivere la seconda parte della mia frase, hanno scritto la prima. E hanno dato una linea stranissima all’articolo. Invece di parlare di più della bellissima iniziativa simbolica di piantare 150 (centocinquanta, non “decine”, il numero era chiaro e gliel’ho anche detto) alberi per esprimere la volontà di trasformare quella terra in un parco verde, hanno insistito solo sui numeri, asserendo che eravamo “circa cinquecento”.

Questo è un esempio, per chi vuol fare il giornalista, da seguire alla lettera. Manipolate tutto quello che vi viene detto, così da plasmarle l’argomento dell’articolo a vostro piacimento. Solo così l’Italia riuscirà ad arrivare a livello del Turkmenistan come libertà di stampa.

Aprimi, bastardo!