di Francesco Oggiano
“Faccio una scelta di quelle impopolari. Se avessi una grande azienda di marketing sicuramente si metterebbe le mani nei capelli”. Pesa ogni parola, Giulio Cavalli, per annunciare la sua discesa in politica. L’attore e regista teatrale di Tavazzano, in provincia di Lodi, è il candidato alle prossime regionali in Lombardia per l’Italia dei Valori.

“Mi accusavano di essere un teatrante politico: bene, ora sarò un politico teatrale”. Protagonista del teatro civile lombardo, ha curato ed è stato protagonista di spettacoli dedicati a temi d’attualità (il turismo sessuale prima e la strage di Linate poi) e alla criminalità organizzata, con Do ut des riti e conviti mafiosi, del 2006, e con A cento passi dal Duomo, monologo dedicato alla presenza della ‘Ndrangheta in Lombardia. Per i suoi testi, pieni di nomi e aneddoti riguardanti le connivenze dei politici con i mafiosi, Cavalli vive sotto scorta dallo scorso aprile.

Ora, la svolta. “Ci tengo a precisarlo - spiega ad Affaritaliani.it - Questo non è un cambiamento di programma: è solo un allargamento d’impegno. L’impegno che porterò in politica sarà lo stesso che porto sul palco, sul blog o sui giornali”. La decisione gli è parsa quasi naturale: “Ho pensato che l’impegno politico potesse essere uno dei lati del mio lavoro. Nel momento in cui sembrava che gli accorati segnali che mandavo dal palco fossero abbastanza sterili, ho deciso di buttarmi in quella che dovrebbe essere l’attività per eccellenza, la politica con la P maiuscola”.

Cavalli spiega che non ci sta a essere confinato nel ruolo di artista sotto scorta: “La molla è stata la grandissima soddisfazione di prendersi delle responsabilità. Non voglio rimanere nel ruolo di vittima. Un ruolo che in questo Paaese sembra che venga assegnato a chiunque viva in condizioni come la mia”.

Per farlo ha scelto l’Italia dei Valori, per almeno tre buoni motivi: “Anzitutto perché l’Idv me l’ha chiesto; poi perché qui ho gente come Luigi De Magistris e Sonia Alfano, con cui condivido modi e ideali già da tempo; infine perché mi riconosco pienamente nei dieci punti fondanti del partito”.

L’obiettivo, se sarà eletto, è semplice: “Proverò a raccontare la realtà. Voglio demolire questa grossa bugia che riveste la Lombardia, come se si avesse paura di sporcarla. In realtà questa regione ha fatto del lavoro, del sacrificio e dell’onestà le sue caratteristiche fondanti. E solo queste le permetterebbero di avviare una battaglia concreta contro chi in modo criminale vuole sfruttarla”.

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