Archivio per Luglio, 2008
Ma dico che in questo momento io sono al mare, e torno venerdì sera. E’ utile alla gente che lavora e non può andare in ferie, fa capire quanto la vita sia ingiusta a volte.
Britney Spears è in forma.
Sappiamo tutto sui rotoli di ciccia della tossica Spears, ma nessuno ci dice niente su i problemi veri. A volte penso che le cantanti pop siano state create dai governi per tenere la gente impegnata a parlare del nulla, mentre loro sono impegnati a giocare al videopoker.
Io ho una concezione di Stato magari disillusa, ma non di certo irrealizzabile, anzi. La mia idea è semplice, ed è applicata in vari altri paesi d’Europa: il Welfare.
Tutti dovrebbero avere un minimo di soldi garantiti dallo Stato, per riuscire a sopravvivere senza fare l’elemosina in giro oppure fare la “dieta obbligata” un giorno su due. Ed è tutto fattibilissimo, anche in Italia.
Studenti, disoccupati, pensionati che non hanno pagato i contributi, invalidi… a tutti un assegno mensile di 400 euro circa, per legge. Ed è tutto possibile, basta non investire tutti quei miliardi per le spese militari, fare la lotta all’evasione fiscale, supertassare i plurimiliardari e invece di dare a loro una Porsche, dare a noi venticinque Peugeot 206. E’ un rapporto 1 a 25 per quanto riguarda le macchine, uao… chissà per il resto!
Ah, dimenticavo, un’altra cosa importante… eh, se ne parla così poco che nessuno se la ricorda mai, ammesso che sappia cosa sia: il signoraggio! Abolendo quello tutto il mondo sarebbe a posto, altro che questo paesotto insulso che è l’Italia.
Ma la gente dirà: ma i ricchi quei soldi se li sono guadagnati!
E io dico: col cazzo!
Primo bisogna vedere in che modo se li sono guadagnati, perché se andiamo a vedere il più ricco imprenditore mafioso legalizzato d’Italia, Silvio Berlusconi, beh… allora si può vedere l’andazzo degli altri.
E poi secondo: cosa te ne fai di tutti quei miliardi quando sei vecchio e stai per morire? L’altruismo te l’hanno insegnato? Beh, se no, allora ci pensa lo Stato ad autoinsegnarselo, dato che molti si scordano un po’ di cose…
Poi, se qualcuno vuole guadagnare di più di 400 euro, allora si trova un lavoro e fatica per stare meglio, questa la parola chiave. Perché lo Stato deve garantire lo stare bene, la dignità, in automatico.
Non so se anche voi avete le vecchiette ai mercati che si ammassano mentre i commercianti stanno andando via per prendere la roba che loro buttano via perché non è più buona per il giorno dopo: beh, io sì. E lo facciamo pure noi, qui in casa. E’ tutta roba buona, comunque, bisogna litigare un po’ per contendersela ma per il resto un buon pranzo e una cena te la fai.
Ecco, io non vorrei fare così, vorrei comprare le cose con i soldi che mi dà lo Stato: meno bombe e più pomodori ragazzi, non sarebbe fantastico?
Ah, se tutti pagassero le tasse: io nel mio piccolo mi sono già avviato. Ho aperto la partita Iva, dato che eseguo lavori di illustrazione, grafica, scrivo articoli, faccio traduzioni e piccoli siti web. E pago il mio 20%, grazie ad un regime introdotto dal governo Prodi, del quale ovviamente nessuno ne era a conoscenza essendo la sinistra incapace di comunicare con la gente. Insomma, e non sono nemmeno italiano… troppo buono, direte. Ma no, è che mi disegnano così.
In Italia come massimo in fatto di satira abbiamo Daniele Luttazzi, questo non v’è dubbio. L’America invece è un discorso a parte, è più avanti da questo punto di vista, sta di fatto che ha sfornato un’altra meraviglia della satira che risponde al nome di Bill Hicks.
Bill era un ragazzo qualunque che obbligato dai genitori a frequentare catechismo, capì quante stronzate si celassero dietro la fede. Fu anche questo a contribuire alla sua formazione come autore satirico. Come tutti i grandi, iniziò a drogarsi non appena ne ebbe il tempo e i soldi: di tutto pare, dall’LSD alla coca passando per le metanfetamine. Ma la causa della sua morte non furono le droghe, ma il cancro, che lo portò via a soli 33 anni, lasciandoci a mio avviso ben poco di tutto quello che avrebbe potuto fare.
Insomma, David Letterman lo invitava un sacco di volte ai propri show, tanto era bravo. Poi incise albim parlati e musicati, un po’ come Daniele Luttazzi che ci delizia con quelle perle di Money for Dope e School id Boring.
Se volete la sua biografia andate su Wikipedia, per me parlare della sua vita è più una presentazione per il suo lavoro, che vedete qui in basso. Si tratta dello speciale “One night stand”, diviso in tre parti e sottotitolato in italiano. Guardarlo significa accorgersi di quanto siamo indietro anni luce rispetto all’America e alla loro mentalità in materia.
Insomma, Google sta pian piano dettando legge nei meandri di internet, e guadagna centinaia di milioni di dollari ogni anno grazie a pubblicità e predominio nel settore. Per contrastarlo ci sono diversi modi, come quelli ad esempio di usare motori di ricerca alternativi. Oggi ho avuto notizia di un motore sviluppato da ex ingenieri di Google, e lo potete trovare qui: www.cuil.com.
Dice di aver indicizzato molte più pagine di Google e dice anche di dar più importanza ai contenuti che ai link per calcolare l’attendibilità di un sito. Beh, insomma. Non usatelo, ma se in un futuro prossimo vi lamentate che Google vi tiene in vita solo come cibo per i propri server, allora non mi dite che non vi avevo avvertito.
Sto facendo un progetto per RadioBue (www.radiobue.it),
la radio dell’università di Padova. Si tratta di un radiodramma
satirico sulla vita universitaria di due coinquilini che sono anche
compagni di corso a Scienze della Comunicazione. Vi riporto il testo. Nel caso venisse
approvato e registrato, vi farò avere i dettagli per ascoltare il
podcast. Anche se forse chi non è di Padova o di SdC non capirà alcune
delle battute.
COINQUILINI DI CORSO
Radiodramma universitario satirico sulla convivenza studentesca.
Puntata Zero
Suoni: porta che si apre, leggera musica di sottofondo, porta che si chiude,
la musica continua e c’è un rumore di passi e delle chiavi che sbattono sul tavolo.
Seba: Ehilà, Mateo!
Mateo: Ciao Seba!
Seba: Cazzo, volevo dirti che sono 4 mesi che viviamo insieme nella
stessa casa e non hai ancora imparato a pulire il tavolo dopo le feste.
Mateo: E che sarà mai, non era così sporco stamattina.
Seba: Non era sporco? Ma se c’erano due tuoi amici che stavano trombando sul tavolo. E due che trombavano SOTTO il tavolo.
Mateo: Ma dai, per così poco? E tu allora, che ieri a pranzo hai lasciato le briciole? Poi arrivano le formiche, e lo sai.
Seba: Ma perché parlo ancora con te?
Mateo: Perché siamo coinquilini e pure compagni di corso?
Seba: Approposito, sei andato a lezione oggi?
Mateo: Io sì, ma si può sapere perché tu non vieni quasi mai?
Seba: Ma è semplice, dato che frequentiamo le stesse lezioni, faccio prima a rubarti gli appunti.
Mateo: E chi ti dice che ne prenda, di appunti?
Seba: Ma allora cosa vai a fare?
Mateo: Vuoi mettere sentire le lezioni di Frateschi? Quell’uomo è
meglio del Valium, si sarà laureato in Anestesia, coi massimi voti
pure. Faccio di quelle dormite che nemmeno Lehmann nelle partite no.
Seba: Sei il solito cazzone.
Mateo: Specchio riflesso.
Seba: Buttati nel cesso.
Mateo: Il cesso è occupato e tu sei fregato. HAH! Approposito, vado in bagno.
Seba: Il cesso è occupato veramente, c’è il drogato che sta cagando.
Mateo: Ma chi, Paolo?
Seba: No, l’altro.
Mateo: Andrea?
Seba: No, l’altro ancora.
Mateo: Aaaah, Cortelazzo! Capisco… ma non ce l’ha un bagno che deve venire a fare le sue cagate qui?
Seba: Ma no stupido, c’è Giuliano, che è venuto a trovarci.
Mateo: Ma sì, capiscimi quando scherzo. Cortelazzo mica sa dove
abitiamo! Piuttosto, la giornata è stata dura. Dopo Frateschi c’erano
due ore della materia inutile.
Seba: Quale, psicologia cognitiva?
Mateo: No, l’altra.
Seba: Psicologia sociale?
Mateo: No, l’altra ancora.
Seba: Aaaah, Sociolinguistica! Capisco… ma ad una certa età i
professori bisognerebbe mandarli in pensione comunque, o cremarli, che
è anche meglio.
Mateo: Dai, bell’idea: organizziamo una raccolta di firme! Ma te che hai fatto invece?
Seba: Mah… io niente di particolare, ho pulito il tavolo… e anche
sotto al tavolo. Per dividere i tizi ho dovuto fare come con i cani.
Mateo: Bastonate?
Seba: Ovvio, e quando ho visto che quelle non funzionavano sono andato
di acqua gelata. Si son staccati. E tu devi smetterla di invitare gente
così in casa quando facciamo le feste. Ma dove li avevi conosciuti?
Mateo: Sul tavolo dell’Highlander, una sera. Cioè… stavano seduti che bevevano. Non mi sarei mai aspettato una cosa simile.
Seba: Ecco, io te lo dico, perché occhei che siamo coinquilini ma un minimo di decenza… e se arrivava qualcuno?
Mateo: E chi vuoi che arrivi di giovedì mattina? Sono tutti impegnati a pulirsi il vomito dalle magliette!
Seba: ECCO cosa dovevo fare, grazie di avermelo ricordato… intanto che
sono di là, metti un po’ su Radio Cane che ci ascoltiamo il notiziario
studentesco e un po’ di musica cazzuta.
Mateo: Occhei badrone!
Suoni: Passi, rumore di un pulsante, rumori di sintonizzazione della radio, bzzzzzz,
vzzzzzhrrrrrr, tipo così.
Inizio della trasmissione nella trasmissione
Suoni: siglettina del cazzo, simpatica e che faccia ridere, musichetta leggera di sottofondo
durante tutta la trasmissione.
Radio:
Bentornati su Radio Cane, la radio abusiva e sboccata che fa
concorrenza a Radio Bue. Noi abbiamo il 25% di pulci in più e loro sono
cornuti più di un cesto di lumache.
Sono le 11.30 in punto, io sono Già stanco, quindi ecco a voi a
malavoglia la consueta rubrica “Comunicane”, notizie flash dedicate ai
ragazzacci di Scienze della comunicazione a Padova, il cui slogan è
“siamo comunicatori ma non riusciamo a farlo capire alla gente”.
Partiamo con una notizia che ha dell’incredibile: “Dopo 5 mesi, usciti
i voti dell’esame di Videoscrittura. Nessuna rivendicazione. Il
professor Cortelazzo dice: “Io non c’entro”.
Passiamo a parlare della professoressa di informatica, Maristella
Agosti. Vergognoso accadimento alla presentazione del suo primo
innovativo computer comandato a voce. Uno stronzo dal pubblico si è
alzato gridando: “FORMAT C: INVIO”. Il professor Cortelazzo dice: “Io
non c’entro”.
Curioso retroscena ad un esame: i ragazzi, all’appello di Teorie e
tecniche dei Nuovi media del professor Ugo Guidolin, lasciati soli a
svolgere l’esame scritto, riescono a sbagliarlo in tronco. Sono stati
segati tutti. Il professore si difende: “eppure era a crocette, a
risposta unica”.
Ad ottobre il professor Stefano Allievi presenterà il libro “Koran for
Dummies”, alla faccia di Adel Smith che finalmente potrà, forse,
imparare qualcosa.
Alcuni osservatori fanno notare come, specie nel primo anno del corso,
l’aula A si stia trasformando in una passerella di moda: ragazze tirate
come la faccia di Berlusconi che sfilano come modelle tra i gradini di
Via Loredan. Per rientrare meglio nella parte, nelle pause tra una
lezione e l’altra, corrono a vomitare nei bagni.
Singolare competizione svoltasi all’ultimo appello d’esame di
Semiotica: una ventina di ragazzi hanno fatto a gara a chi si ritirava
per primo. Il vincitore ha guadagnato un 18 politico. Il professor
Zijno commenta così l’accaduto: “quando ho notato questo ragazzo che
scendeva le scale a quattro a quattro col foglio dell’esame immacolato,
ho visto nei suoi occhi un fuoco che ardeva e non ho potuto che
premiarlo”.
Bene, questa era l’ultima notizia, io sono Sempre più stanco, la
rubrica “Comunicane” si conclude qui. Miraccomando ragazzi e professori
di SdC, continuate a far prosperare questo spazio. Vai con la musica!
Suoni: Canzone a scelta. Poi suono di un pulsante che interrompe il tutto e si ritorna con la
consueta musichetta di sottofondo.
Si ritorna al radiodramma vero e proprio, ossia i dialoghi.
Mateo: Sempre dei grandi quelli di Radio Cane.
Seba: Diamine, ho scoperto che il vomito da vino rosso non va via.
Mateo: Hai scoperto l’acqua calda.
Seba: Giusto… buona idea!
Mateo: Eh… faccio da mangiare, va’! Cosa c’è in frigo?
Seba: L’ultima volta che ho controllato c’erano: due cipolle, una mezza birra sgasata e ben quattro dadi Star.
Mateo: Ci va di lusso… bisogna andare a fare la spesa.. tu hai soldi?
Seba: L’ultima volta che avevo soldi in tasca, Papa Wojtyla era ancora vivo. E te?
Mateo: L’ultima volta che avevo io soldi in tasca, mi ricordo che era il giorno in cui gli hanno sparato.
Seba: Uhm, e che si fa allora?
Suoni: Tre secondi di silenzio.
Mateo e Seba in coro: “GIULIANOOOOO!!”
Suoni: tiro dello sciacquone.
Suoni: siglettina finale alla “inizio di John Holmes”.
FINE PUNTATA ZERO
Allora, parliamoci chiaro. Napolitano non si è rincoglionito, lo è sempre stato. Ma nella sua infinita vita, ha imparato a diventare furbo, e calpestare un pochino la dignità dell’Italia per poi salvarla. Ha firmato quella legge perché Berlusconi la smettesse di preoccuparsi dei processi suoi e pensasse al bene del paese.
Ma non ha considerato che la corte costituzionale con ogni probabilità, a meno che non si rincoglioniscano anche loro, annullerà quella legge in palese contrasto con la costituzione. E allora tutto da capo. La verità è che in Italia non abbiamo gente con le palle, apparte Di Pietro e i giocatori di calcio, per ovvi motivi.
Fossi stato io Napolitano non solo non avrei firmato, ma avrei fatto un discorso alle camere e anche a reti unificate, per dire qualcosa del genere:
“Italiani, come al solito avete votato un coglione. Ma non vi biasimo, ognuno ha il governo che merita, infine. Solo che, cazzo… l’altrà metà che non l’ha votato cosa deve fare, emigrare? Già siamo in pochi qui, poi se se ne vanno pure i migliori rimaniamo una manciata di fascisti e qualche mafioso qua e là. Date retta a me, alle prossime elezioni, non guardate la tv, perché tanto lo sapete che vi prendono per il culo. Ma davvero credevate che avrebbe fatto i vostri interessi? Ma andiamo, lo sanno tutti che le bugie hanno le gambe corte… e beh, il vostro premier è alto un metro e un cazzo. Ma comunque io non vi biasimo, siete un popolo di boccaloni e meritate di finire così, derisi da tutta Europa e coperti dalla merda, dalla corruzione e dalla mafia. Ve lo siete cercato. E non provate a dire che metà di voi non l’ha votato, perché quella metà lì, se avesse le palle adesso, sarebbe in piazza a fare la rivoluzione.
Non l’avete ancora capito, cazzoni, che siamo in uno Stato illegale, da tempo. Rete4 continua a trasmettere, abbiamo i mafiosi al governo, come premier uno che si è arricchito coi vostri soldi e vi ha preso per il culo per tutto il tempo e voi cosa andate a fare? Lo rivotate!
E dite anche che è un grande imprenditore. Sì, se anch’io fossi stato iscritto alla P2 e avessi avuto l’appoggio occulto della mafia e delle banche per le mie attività, avessi fatto le leggi per favorire le mie aziende e avessi corrotto gente per aggiudicarmi la più grande società d’editoria italiana che mi frutta miliardi, beh, cazzo… anch’io sarei stato un grande imprenditore. Ma proprio grandissimo.
La verità, cari italiani, sia voi che l’avete votato, sia voi che continuate a stare zitti e non fare un cazzo, la verità dicevo è una sola: che l’Italia, e ve lo dico con il cuore di un vecchio rincoglionito che tenta di salvarla seppur calpestando il proprio orgoglio e la dignità dei padri costituenti, è veramente un gran paese di merda“.
Il mondo contemporaneo é stato ed é tuttora fortemente condizionato da due grandi pensatori: Marx e Freud. In estrema sintesi potremmo dire che per il primo tutto é nell’economia, mentre per il secondo tutto é nel sesso. Sulla base del pensiero di Marx qualcuno ha provato a cambiare il mondo, con risultati devastanti che non avrebbero nulla da ‘invidiare’ all’operato nazista. Anche a noi piacerebbe cambiare il mondo. Ci piacerebbe farlo però seguendo l’altro pensiero, quello di Freud. Vorremmo che il sesso potesse venir fatto in pubblico liberamente. Immaginiamo una realtà in cui una coppia consuma per strada un amplesso in totale nudità appoggiata a una macchina, e nessuno ci fa caso, eccetto al più il proprietario dell’auto. Un ragazzino si masturba per strada in attesa del tram e una donna matura, passando, gli chiede se vuole una mano. Uomini che non disdegnano l’omosessualità si riuniscono la domenica nelle piazze, e lì, anzichè parlare di sport o di politica, si denudano, realizzando unioni plurime in variegate figure geometriche dai vertici oscillanti, fra l’interesse e la curiosità dei passanti. Da ogni luogo della città si levano al cielo gemiti, che talora chiameresti ‘ululati’. In treno una donna legge il giornale mentre una viaggiatrice a lei sconosciuta le tiene la testa fra le gambe. Le aveva chiesto poco prima: ‘Permette?’, e non é cortese rifiutare. Passa il capotreno, e nel sollevare la gonna della saffica fa una gratificante pausa di lavoro, mentre l’altra donna continua a leggere. Che bello il mondo così! Purtroppo qualcuno ha scelto Marx.
Unione del Pene
Dal barbiere.
Capisci che è arrivato il momento di darci un taglio quando ti coprono gli occhi e non capisci un cazzo. Una volta ho tentato di tagliarmeli da solo, ma si vede che funzionano come l’Idra: più tenti di debellarla più crescono le teste. Era un casino. Avevo sbagliato posto, io veramente cercavo un barbiere.
Era un pomeriggio caldo, che diceva Fanculo all’aria estiva. Ma era un Fanculo detto a denti stretti, di quelli col sudore che ti cala sulle labbra. E la strada sembrava bruciarti le scarpe: le gomme masticate e sputate dalle ragazzine troppo cresciute, attaccandosi alle suola provocavano bestemmie istintive. Si mordeva proprio, quell’aria.
Sapeva di futuro, quando, cazzo, pensavi: “il mare mi aspetta, le vacanze iniziano adesso!”
Cazzo, però l’odore di Acqua di Giò per le vie del centro mi dava un leggero fastidio.
Scandalo per Berlusconi.
Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi trovato a letto con due veline. Goffo tentativo del premier di spacciarsi per il Gabibbo.

