Scritti da voi: Donne e società.
Ci è giunto questo interessante articolo che pubblichiamo molto volentieri, spronando i nostri lettori ad inviarcene altri.
L’impurità delle donne nel periodo del ciclo é un fatto noto fin dall’antichità che trova come espressione celebre la circostanza per cui una pianta, toccata da una donna mestruata, appassisce. Ha suscitato recentemente scalpore la storia dell’albero di Lungo Po Machiavelli a Torino, già famoso per le sue foglie inspiegabilmente gialle anche d’estate, fra le cui radici emerse é stato rinvenuto un assorbente usato, rimasto evidentemente nascosto per anni alla vista dei netturbini. La cosa ha riacceso il dibattito sulla necessità di una legge che preveda l’obbligo per le donne di dare alle fiamme gli assorbenti dismessi, al fine di evitare con la loro dispersione nell’ambiente conseguenze indeterminabilmente gravi. La discussione però si é spinta oltre, toccando anche il tema dell’opportunità in ambito lavorativo di continuare a conferire alle donne stesse incarichi
di responsabilità, visto com’é noto che esse manifestano nei giorni del ciclo comportamenti imprevedibili e plausibilmente fuori controllo. Il confronto si colloca in parallelo al filone che muove dall’osservazione del filosofo Luigi del Vecchio sull’inutilità funzionale del clitoride.
”Se il piacere sessuale in un uomo é giustificato dalla necessità di erezione prima, e di un orgasmo poi che abbia potenza adeguata ai fini di uno spruzzo eiaculatorio abbondante, e che vada lontano”, dice il professor del Vecchio “appare del tutto gratuito il piacere sessuale nella donna. L’erezione del clitoride in particolare (termine scientifico del grilletto, ndr) non riveste alcuna funzione organica all’attività di fecondazione e va pertanto guardata con diffidenza e sospetto. Tanto più che il cunnilingus, che il clitoride eretto suggerisce, favorisce sovente la dispersione del seme esternamente alla donna”. Il dibattito quindi va avanti.
Unione del Pene
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