Archivio per Aprile, 2007
Ci è giunta una mail che pubblichiamo:
Cari ragazzi salve,
sono balzato casualmente sul vostro sito e ho rivisto questa poesia bellissima che mi sono copiato inviandola ai miei amici. Tra le varie risposte positive che le riflessioni hanno determinato, ce n’è una di una mia omonima argentina che, se vi interessa, vi riporto qui sotto.
Salve Roberto: e una bellissima poesia che non so se sia “erroneamene” attribuita a Borges perche luji fu il mio proffesore alla facolta di Filosofia e Lettere di Buenos Aires, 40 anni fa, ed io stessa le ho sentito dire queste parole, non certamente tutta la poesia ma ricordo benissimo queste: “si volviese a nacer viajaria mucho mas ligero… (liviano vuol dire in questo caso). .tendria mas problemas reales y menos imaginarios… me sentaria a mirar mas crepusculos…^ ecc. Certamente e stata scrita in spagnolo.
Ti ringrazio dell’informazione e cose belle che mi passi sempre.
Un caro saluto
Cecilia
ciao Roberto
Il mistero dunque si infittisce. A chi avesse altre notizie, chiediamo di scriverci a loggioneonline@libero.it.
Un po’ di disegni.
Per chi se li fosse persi. In ordine: la Maristella, Jeroen e la mitica Arjuna.



Beatles reunion.
Far riunire i Beatles non è una cosa tanto difficile. Bastano solo una rivoltella e due pallottole.
Il blog negli ultimi tempi sta registrando un notevole aumento di visite. Alla vigilia degli oltre 7000 visitatori che ogni giorno ci seguono, vogliamo solo porgere un ringraziamento e continuare ad offrirvi contenuti interessanti che stimolino l’intelligenza e la creatività. Da notare la nuova veste grafica, rinnovata e ancor più gradevole alla vista.
Ovviamente spingiamo affinché chiunque di voi avesse qualcosa da dire di meritevole, ci scriva. Dal canto nostro provvederemo a pubblicare qui nel blog ciò che ci manderete. Forza allora, loggioneonline@libero.it, per ogni riflessione, pensiero o altro. Perché siamo tutti un po’ cazzoni.
Se potessi vivere di nuovo la mia vita.
Nella prossima cercherei di commettere più errori.
Non cercherei di essere così perfetto, mi rilasserei di più.
Sarei più sciocco di quanto non lo sia già stato,
di fatto prenderei ben poche cose sul serio.
Sarei meno igenico.
Correrei più rischi,
farei più viaggi,
contemplerei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei in più fiumi.
Andrei in più luoghi dove mai sono stato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali, e meno problemi immaginari.
Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto
della loro vita sensati e con profitto;
certo che mi sono preso qualche momento di allegria.
Ma se potessi tornare indietro, cercherei
di avere soltanto momenti buoni.
Chè, se non lo sapete, di questo è fatta la vita,
di momenti: non perdere l’adesso.
Io ero uno di quelli che mai
andavano da nessuna parte senza un termometro,
una borsa dell’acqua calda,
un ombrello e un paracadute;
se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero.
Se potessi tornare a vivere
comincerei ad andare scalzo all’inizio
della primavera
e resterei scalzo fino alla fine dell’autunno.
Farei più giri in calesse,
guarderei più albe,
e giocherei con più bambini,
se mi trovassi di nuovo la vita davanti.
Ma vedete, ho 85 anni e so che sto morendo.
Questa poesia (in verità prosa) spesso viene attribuita a Borges. Anche se è bellissima, ed anche se lui è morto ad 86 anni, ci sono molti dubbi sull’effettiva appartenenza a questo scritto. Si sa che non è di Borges, ma non si sa di chi sia esattamente. Insomma, poco conta di chi sia. Apprezzatela.
Citazioni, 1
Una nuova rubrica prende il volo: si tratta delle citazioni dei film. Essendone appassionato, ne riporterò qui qualcuna, senza ovviamente svelare da che pellicola sia tratta. Starà a voi scoprirlo. Mandate un commento se credete di riuscirci. Ovviamente niente motori di ricerca: se lo sapete ok, altrimenti aspettate il prossimo post delle citazioni, nel quale, oltre a proporne una nuova, verrà svelato il mistero della precedente.
Iniziamo:
“A volte penso che sarebbe bello sciogliermi nell’acqua, sparire lentamente in questo tepore. Un giorno arriverai, vedrai la vasca piena d’acqua, toglierai il tappo. L’acqua scivolerà lenta via dal fondo, ed io con lei.”
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=bdChRhpmlLs]
Eh.
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.



