Semiologia del cinema e degli audiovisivi.

Devo dire che come ritorno è stato niente male. Era più d’un mese che mancavo dalla vita universitaria, diciamo dall’inizio del secondo semestre. La vendetta è stata delle migliori, per molti motivi.
Non solo questo corso è cazzuto, ma il nostro professore, Stefano Ferrio, è anch’egli cazzutissimo. Diciamo, per dare una vaga idea, che con l’arnese ci scava i tunnel come Charles Bronson ne La Grande Fuga. Sa fare il professore universitario, insomma, che non è una cosa scontata al giorno d’oggi, proprio per nulla.


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5 Commenti »

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5 Risposte a “Semiologia del cinema e degli audiovisivi.”

  1. Top Treaty dice:

    Mm, aspetta l’esame.

  2. Top Mateo dice:

    Voci dicono che ti faccia fare un videoclip. Qual esame migliore?

  3. Top Treaty dice:

    L’esame migliore è quello che non fai con l’altro tizio, di cui non mi sovviene il nome. E anche fare il clip non è così semplice; io ne ho fatto uno in team che mi ha richiesto 5 mesi di lavoro per poi dover cmq studiare tutti i libri.

  4. Top Mateo dice:

    Dipende, 5 mesi di lavoro nei quali lavoravate un paio d’ore a weekend non sono cinque mesi. Credo che comunque, se hai una buona idea, un videoclip di 5 minuti lo realizzi in massimo una settimana, ma stando larghi anche.

  5. Top Treaty dice:

    Dunque… se vuoi fare il solito video per passare l’esame prego, lo fai in mezz’oretta scarsa. Se invece vuoi fare qualcosa di veramente interessante, una di quelle cose per cui il prof ti chiede di poter rimanere in contatto con lui, scordati la settimana. E i mesi non erano fatti di week end, ma di tre giorni alla settimana di due/tre ore al giorno.

    Certo, una settimana ti può anche bastare..

    Ah, non ho mai scritto di 5 minuti.

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