Telefilm.

Quando ero piccolo, c’era solo la televisione di Stato, e trasmetteva solo per poche ore al giorno, perloppiù notizie e poco altro. Col passare del tempo, l’Albania gradualmente divenne una repubblica parlamentare fuori dagli schemi della dittatura, Con lei cambiò anche la situazione dei media. Non era più reato guardare i canali esteri, così anche chi non aveva mai provato il rischio di guardare illegalmente Raiuno durante il regime, adesso poteva assaporare il gusto del nuovo, facendosi ammaliare dalle bellezze di quelle scatole che improvvisamente avevano iniziato a funzionare appieno. E quindi col tempo Italia uno divenne per tutti il simbolo e la speranza di un futuro finalmente a colori, in quel mondo vissuto per così tanto in bianco e nero. Ma ci sbagliavamo di grosso, credendo in ciò che vedevamo.
La tv mostra la realtà come uno specchio distorto. Nel nostro caso la abbelliva, ne eliminava le sfaccettature lasciando solamente vedere ciò che a lei faceva comodo. E se ciò non l’hanno capito in Italia, che ha alle spalle 50 anni di gente incollata ai teleschermi, come potevamo solo immaginarlo noi che la televisione la scoprivamo allora per la prima volta? Ecco anche il perché di tutti gli sbarchi di clandestini sulle coste, a partire dal maxi esodo del ‘91… la gente veniva nella speranza di un futuro migliore, scambiando le coste di questa penisola per il paradiso terrestre. Com’è ovvio, la delusione è stata inizialmente forte. Era come lanciarsi dagli scogli e sbattere sul fondo, credendo che in quel punto il mare fosse bello profondo.
Per quanto mi riguarda, degli anni prima che venissi qui, mi rimangono un sacco di telefilm e cartoni animati, e quella speranza che un giorno anche io sarei stato come i bambini felici della pubblicità.


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