Critica a tutti noi.
di Gennaro Brusaporco da Aosta
(incredibile, ha comprato il traduttore simultaneo!)
Finalmente è Natale, le luci che decorano le case, l’albero
addobbato, il presepe, ormai in disuso, forse la neve, si sta un po’ con la
famiglia, l’animo di tutti è più buono, tutti sono più buoni, almeno per un
pochino.
Eppure qualcosa non torna: innumerevoli vagonate di critiche
e di commenti su argomenti che fanno notizia, perchè colpiscono l’immaginario
collettivo, ci sommergono. L’Italia è un paese economicamente allo sbando
(dillo agli argentini, vedrai come ti risponderanno), ogni giorno omicidi
riempiono i telegiornali, a Napoli, fino a qualche giorno fa, chiedevano
l’aiuto dell’esercito, magari di quei soldati in missione “di pace” in Iraq
(non vorrete che l’Italia non si schieri con gli americani, vero?).
Evidentemente negli ultimi anni ci siamo adagiati sulla
nostra comoda vita, forse i sessantottini hanno ucciso gli spiriti
rivoluzionari, esaurendoli nelle loro proteste e sminuiti, se non condannati a
morte, da BR e compagni. Fatto sta che non abbiamo più nessun vero stimolo che
ci spinga a cambiare ciò che non va, e l’unica pratica accettata è la protesta
fine a se stessa, senza l’azione di ribellione che dovrebbe seguirla. I
politici sono dei coglioni, hanno a cuore solo loro e non il popolo che li
vota, i prezzi di tutto sono troppo alti, le multinazionali sfruttano i
bambini, i lavoratori non arrivano a fine mese perchè sottopagati dai datori di
lavoro che hanno troppi privilegi. Ma poi che succede? Alle elezioni non si
presenta mai niente di nuovo, di giovane, di rivoluzionario, nel frigo di tanti
italiani ci sono alimenti scaduti anni fa e abbandonati al loro destino,
comprati perchè la pubblicità ci diceva: ”Compra-compra-compra!”, se non hai le
nike ti senti depresso, e Berlusconi, la voce della combriccola di imprenditori
che si è creata i diritti spropositati di cui godono, è ancora tra i più
votati, forse a causa del primo punto considerato. Probabilmente siamo un poco
schiavi della pubblicità, della società e del giudizio degli altri, forse un
po’ pigri, probabilmente non abbiamo interessi talmente forti per reagire,
almeno per ora.
Tanto per mantenere un po’ di coerenza, questo Natale potremmo evitare di fare regali
di marche multinazionali da 500 euro al pezzo, va benissimo un regalo preso
alle bancarelle del mercato, anche se così volgarmente poco snob. Oppure non
spendere 100 euro a testa per il pranzo con i parenti, che fino alla vigilia
odi e che da Santo Stefano ricomincerai ad odiare. O ancora peggio sputtanare
migliaia di euro per potersi vantare di essere stati alle Maldive, per poi
lamentarsi al ritorno perchè qui da noi il pane è troppo caro. Insomma, rompere
un po’ meno i coglioni dicendo dicendo e poi non facendo niente per cambiare la
realtà, anzi, facendo il contrario di ciò che sappiamo tanto bene predicare. O
forse potremmo continuare così, essendo cose che riusciamo a fare bene potremmo
specializzarci e diventare i numeri uno.
Ma, per favore, non spacciate il Natale per questo.
- Articoli simili a questo, ma più cattivi:
- Buone nuove.
- Non ci si può fidare più di nessuno.
- Esempio di manipolazione di un’intervista.
- Uccidete la democrazia!
- Scaricate Il Loggione X-mas!
- StreetWars: assassini con pistole ad acqua.
- Intervista ad Arjuna Tuzzi.
- Ottimo spunto di riflessione.
- Siamo già al lavoro.
- Ora di tornare a scrivere…
Nessun Commento »
Puoi lasciare una risposta, oppure fare un trackback dal tuo sito.
Vuoi essere il primo a lasciare un commento per questo articolo? Utilizza il modulo sotto..





















